(ANSA) – LIVORNO, 20 OTT – Un gruppo di tifosi del Verona ha scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto ad aprile in campo a Pescara. Il coro e’stato percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio ma non e’ sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori. Il dg del Verona Giovanni Gardini a fine partita si è scusato a nome della società per i cori dei tifosi. ‘Mi dissocio da questi cori e mi scuso – ha detto Gardini – per fortuna non li ho sentiti’.
Leggete bene le prime righe innanzitutto: tifosi, non ultrà.
Perché dare una definizione a certe persone è già difficile, e il termine “tifosi” è probabilmente sin troppo generoso.
Etichettare poi un gruppo di persone come “ultras”, è il solito giochino tutto italiano che a me piace ben poco, e che solitamente risponde alla parola “generalizzazione”.
Perché gli ultras, quelli di tutta Italia, Piermario lo hanno ricordato con applausi, lacrime, striscioni. Hanno presenziato ai funerali, hanno cantato per lui e in suo onore.
Chi ha insultato in un modo tanto becero, deprecabile e condannabile la memoria di un ragazzo che a 26 anni si è spento giocando a pallone davanti agli occhi di tutta Italia, sempre usando il probabilmente, non meriterebbe un commento. Meriterebbe forse nemmeno di essere raccontato, citato, riportato.
Ma il disgusto è tanto, è forte e avevo bisogno di comunicarlo, in qualche modo.
Piermario, perdonali tu sei puoi, io non ci riesco.
A voi, invece, lo spazio per i commenti.
E che almeno questi possano dare spunto a una discussione SANA E CIVILE sul perché nel nostro paese più che in altri, si debba arrivare a tanto.
In ambito calcistico, certo, ma anche nella vita di tutti i giorni.