Sarà anche un tecnico e non un politico, ma il ministro per i Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha interpretato un po’ troppo rigidamente la definizione. Non una parola, infatti, al termine del summit in Prefettura di ieri mattina sull’emergenza terremoto con autorità civili e militari, sindaci e Protezione civile. A parlare per il ministro – che era atteso in mattinata a Sant’Agostino, appuntamento annullato per correre direttamente a Ferrara -, quasi fosse un suo portavoce, è il presidente della Regione, Vasco Errani, che ha sintetizzato quanto emerso con lo stesso Ornaghi muto al suo fianco. “Il ministro si è reso conto della situazione e dell’impatto gravissimo del sisma sui beni artistici e culturali – ha detto – e già domani (oggi, ndr) si attiverà affinché venga emanata una norma che rafforzi le Sovrintendenze. Proporrà un provvedimento ad hoc. Noi chiediamo inoltre che vi siano allo stesso tempo anche un provvedimento che stanzi risorse per imprese e cittadini che hanno subìto danni, da una parte, e un altro che stanzi i fondi per avviare la ricostruzione. Su questo abbiamo bisogno di risposte certe e rapide”.
Certezze e rapidità che vengono chieste da più parti e di cui gli stessi sindaci e autorità comunali dei territori colpiti dal terremoto, oltre alla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, hanno lamentato l’assenza facendo capire a chiare lettere al ministro Ornaghi ieri e, precedentemente, allo stesso presidente del Consiglio Monti, che dal Governo si attendono segnali concreti e non solo parole o promesse.
Intanto in prefettura arriva la notizia, fatta rimbalzare a Ferrara dall’onorevole Dario Franceschini con una telefonata alla stessa Zappaterra, che il Parlamento ha approvato all’unanimità la proposta di devolvere una quota rimborsi elettorali ai partiti a favore dell’emergenza terremoto. Da quanto si apprende si tratta di 150 milioni di euro in due anni. “Il Parlamento – ha commentato a caldo la presidente della Provincia Zappaterra – ha dato un segnale più concreto di quello fornito finora dal Governo”.
Gli animi delle autorità locali sono dunque forse provati dalle scosse del sisma, ma le tirate d’orecchie ai rappresentanti del Governo appaiono il minimo da chi si aspetta celerità nelle risposte in una situazione non certo ordinaria. “Il ministro Ornaghi – ha riferito l’assessore comunale Aldo Modonesi – domani in Consiglio dei Ministri proporrà un provvedimento per destinare fondi e sgravi. Si dovrà però valutare se mantenere distinto il percorso dei beni artistici e culturali da quello per le abitazioni civili e le imprese oppure no”. “Noi preferiamo che i finanziamenti rimangano distinti, per non far finire tutto nel calderone della Protezione Civile – ha aggiunto la Zappaterra – ma che nello stesso tempo si portino avanti parallelamente tre linee di interventi: quelli per le abitazioni della popolazione civile, quelli per il patrimonio culturale e storico-artistico e quelli per le attività produttive. Perché a questo punto non ci devono essere priorità e nessun principio di campanile deve passare”.
Ringraziamenti al ministro così come alle autorità in visita alle zone terremotate, dunque, ma ora è il momento di passare dalle parole ai fatti. E in fretta. “Altrimenti – è l’opinione della presidente della Provincia – queste visite rischiano di apparire presenze simboliche e non risolutive. Anche perché se non si interviene velocemente anche ciò che è rimasto intatto rischiamo di perderlo e con il passare dei giorni il rischio si fa sempre più grande”.
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