
Il sottosegretario Catricalà con Errani dopo il summit in Prefettura
Se il Governo Berlusconi ha dovuto affrontare l’emergenza terremoto in Abruzzo, ora tocca al Governo Monti affrontare l’emergenza terremoto in Emilia Romagna. L’intenzione è farne “un esempio di conduzione corretta e serena degli interventi nei modi che l’ordinamento ha predisposto”. Così, per finanziare gli interventi di assistenza e la successiva ricostruzione, “toccheremo i bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche con tagli lineari senza dover andare in Parlamento”. E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri del Governo Monti, Antonio Catricalà, giunto nel primo pomeriggio di ieri a Ferrara per un summit in prefettura sull’evento sismico, al quale hanno partecipato i vertici della Provincia, i sindaci dei Comuni coinvolti dal terremoto e il presidente della Regione Vasco Errani. Tagli, quelli annunciati da Catricalà, che, si sottintende, non interesseranno le stesse amministrazioni colpite dal sisma.
E’ una rassicurazione, quella del sottosegretario, che sembra porre fine anche alle discussioni sul decreto legge 59 che riforma la Protezione Civile e ai timori relativi al mancato rimborso ai cittadini dei danni dovuti a calamità naturali. “E’ proprio con il decreto 59 – ha rassicurato Catricalà – che ci sarà possibilità di finanziare i danni da calamità naturali, mentre prima si toccavano le tasche dei cittadini con le accise sulla benzina. In questo modo si dà possibilità di affrontare l’emergenza entro i 100 giorni dando copertura finanziaria per ciò che è effettivamente richiesto e non per costruire piscine o altro. Prima si stabiliscono le effettive necessità, poi si dà copertura”.
Tutto questo sarà comunque conseguente al decreto del Consiglio dei ministri: “Domani sarà varato il decreto legge perché questa è un’emergenza nazionale e non solo regionale, quindi poi vi saranno tutti gli atti conseguenti”. “Purtroppo però – ha precisato – non si può dare serenità alla popolazione riguardo allo sciame sismico in atto, non essendovi possibilità, com’è noto, di prevedere questo tipo di eventi”.
Nel corso della riunione in Prefettura, al sottosegretario Catricalà è stata illustrata la situazione di ciò che ha comportato il sisma nel nostro territorio, “situazione di cui – ha detto – riferirò a Camera e Senato”, e che risulta comprensiva della relazione del presidente Errani condivisa da Provincia e sindaci. La valutazione del sottosegretario sull’operato della Protezione Civile è assolutamente positivo, sia per le ingenti forze messe in campo che per l’efficenza mostrata degli interventi. “Il numero delle persone sfollate – ha aggiunto – è inferiore al numero di posti letto messi a disposizione: i posti sono infatti 5mila a fronte di 4mila sfollati nei territori delle province interessate dal sisma. Vi sono poi persone che hanno dormito in auto per il timore di ulteriori scosse: sono esigenze personali comprensibili, ma rispetto alle quali vedremo di rispondere con l’allestimento di tende per restituire dignità anche a loro”.
Buone notizie sugli eventuali sgravi Imu vengono invece dalle parole di Vasco Errani. Il grande sforzo al momento riguarda l’assistenza alla popolazione, attività che proseguirà anche nei prossimi giorni, ma nello stesso tempo oggi sono state intensificate le verifiche dei danni subìti dalle strutture pubbliche, private, religiose e imprenditoriali. “Questo lavoro – ha riferito Errani – consentirà di lavorare a un ulteriore provvedimento del Governo per la sospensione dell’Imu sulle case lesionate e sulle imprese con danni. Stiamo inoltre lavorando a una linea di credito per il sostegno alle stesse imprese. Nel frattempo, a beneficio delle imprese che sono invece impossibilitate a riprendere l’attività, con il ministro Fornero ha discusso della possibilità di attivare ammortizzatori sociali e in deroga”. Errani spiega inoltre che assieme al Governo la Regione attiverà un tavolo per la ricostruzione “in modo che non vi sia interruzione tra la fase attuale di emergenza e quella successiva, appunto, della ricostruzione”.
Intanto da oggi si stanno perfezionando le forniture che garantiscono l’assistenza attivata nei vari Comuni colpiti dal terremoto nel territorio ferrarese. Lo riferisce l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Stefano Calderoni, che parla per Ferrara e provincia di circa 1200 sfollati. “Sarebbe meglio parlare di persone assistite – ha spiegato – perché tra questi 1200, oltre a sfollati veri e propri, vi sono anche persone che magari non se la sentono di ritornare alle proprie abitazioni anche se non hanno subìto danni”. Calderoni ha aggiunto che fra le priorità vi è il ripristino, il prima possibile, della viabilità con un intervento urgente sulla Cispadana, chiusa per via dei ponti disassati, oltre che sugli edifici grazie al decreto che sarà emanato dal Consiglio dei ministri e al conseguente stanziamento di risorse”.
In tarda serata, pochi minuti dopo le 21, è giunto in città anche il presidente del Consiglio Mario Monti. Il premier è sceso dall’auto blu per entrare direttamente a palazzo Giulio d’Este, sede della prefettura, senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
Qui, ‘scortato’ dal questore Luigi Mauriello, ha incontrato il prefetto Provvidenza Raimondo e le massime autorità di pubblica sicurezza della provincia di Ferrara per parlare della situazione della popolazione terremotata e del “ritorno alla normalità” nel Ferrarese.
Questa mattina Monti si recherà nei comuni maggiormente colpiti dal sisma, Sant’Agostino e Finale Emilia (quest’ultimo in provincia di Modena). Dopo il sopralluogo nell’area il primo ministro tornerà a Roma, dove alle 14.30 lo attende il Consiglio dei ministri che dichiarerà lo stato di emergenza per l’Emilia-Romagna
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