Eventi e cultura
10 Gennaio 2011
Per l'assessore Maisto bilancio positivo. Ma il sistema museale deve ancora recuperare terreno

Cultura promossa nel 2010 con riserva

di Mauro Alvoni | 3 min

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Massimo Maisto

Una città di cultura non può chiamarsi tale se non ha biblioteche di qualità. E musei all’altezza. Per il vice sindaco Massimo Maisto, con delega alla cultura, è un concetto dal quale Ferrara non può prescindere, ma si tratta anche di due aspetti fonte di gioie e dolori. Da una parte, infatti, le biblioteche nel corso del 2010 hanno contribuito ad accrescere la vivacità culturale di Ferrara aumentando le iniziative didattiche, di divulgazione e di promozione della lettura. Dall’altra i musei cittadini, indubbiamente di alto livello, necessiterebbero di investimenti in termini strutturali, che lo stesso Maisto ritiene alquanto improbabile portare a termine, se non avviare, nel corso di un 2011 durante il quale la scarsità di risorse disponibili condizionerà e non poco progetti e prospettive.

Parte da queste considerazioni il bilancio che l’assessore compie della cultura a Ferrara. Un bilancio che si chiude certamente in positivo, ma che lascia alcune ombre sul futuro. “Ho l’impressione – riflette Maisto – che vivendo in un Paese in continua campagna elettorale non si comprenda in pieno il campanello d’allarme della cultura. E temo che il rischio non venga compreso a fondo nemmeno dallo stesso mondo della cultura. Se salta il sistema delle biblioteche e della partecipazione delle scuole, le ricadute possono essere pesantissime”. Un rischio dal quale Ferrara non è immune, ma che può cercare di evitare facendosi forte degli ottimi risultati conseguiti nel 2010.

Secondo Maisto si è trattata di un’annata fra le migliori degli ultimi tempi per il sistema culturale ferrarese. Per lo sviluppo delle iniziative per così dire ‘di base’ (dalle biblioteche alle iniziative promosse dell’associazionismo) e per il successo ottenuto dai grandi eventi. “Eventi – spiega l’assessore che non solo hanno ‘tenuto’, ma in molti casi hanno avuto risultati superiori rispetto all’anno precedente”. Gli esempi possono essere diversi, ma Maisto ne cita solo alcuni a mo’ di esempio: “Il Festival di Internazionale si sta consolidando nel tempo e anche nel 2010 è andato bene, non solo nei numeri, ma soprattutto in termini di approfondimento e di spessore delle proposte, con il pubblico che ha preso d’assalto gli appuntamenti anche quando fra i relatori non figuravano nomi di richiamo. Bene anche l’esperienza di Ferrara Aperta per Restauro, che ripeteremo nel 2011, e il primo Festival del Libro Ebraico che contribuisce a radicare il Meis (Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah) in città”. A ciò si aggiunga che “alcune date di ‘Ferrara Sotto le Stelle’ sono state fra le più importanti a livello nazionale” e che la l’”aggiunta della mostra di primavera ha portato 70mila visitatori in città” e il quadro è pressoché completo.

“Ma la mia maggiore soddisfazione – aggiunge Maisto – è stata per l’ottimo funzionamento delle biblioteche, che incrementano le iniziative, oltre che per la miriade di manifestazioni ed eventi realizzati dall’associazionismo che fanno il tessuto vitale della città. Mentre il successo della mostra al Boldini dimostra come il museo che porta il suo nome possa avere più slancio. Proprio in ambito museale la mia speranza è di recuperare terreno”. In proposito, proprio il 12 gennaio si terrà la prima riunione con i responsabili dei musei ferraresi per costruire un vero e proprio coordinamento, il primo del genere mai sperimentato a Ferrara.

“Una menzione particolare – conclude Maisto – va al Teatro Comunale, uno dei pochi in Italia che si mantiene in buona salute, anche se si dovrà fare i conti con i tagli al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo, ndr) e a tutte quelle iniziative private che ormai sono completamente autofinanziate, grazie anche all’avvio di un percorso che sposti le risorse dal pubblico al privato, appunto”. “

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