Rapina a mano armata a San Giorgio
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
Non le manda a dire Cristian Bertarelli, sindaco di Lagosanto, commentando il servizio televisivo de Le Iene, andato in onda su Italia Uno durante la serata di domenica 1° febbraio, relativamente all'inchiesta giudiziaria sul Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale del Delta
Avrebbe approfittato della collega in orario di lavoro, costringendola a subire toccate e palpeggiamenti, nonostante il rifiuto della giovane. È la contestazione che la Procura di Ferrara avanza nei confronti di un uomo di 59 anni, oggi accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni
La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna, sezione di Bologna, ha condannato - in solido - un'importante società specializzata nel commercio all'ingrosso della provincia di Ferrara e il proprio amministratore e legale rappresentante, in favore dello Stato per 164.826 euro e di Mediocredito Centrale Banca del Mezzogiorno Spa per l’importo di 400.000 euro
Argenta. Un casolare disabitato a Boccaleone in via Portoni – al confine con il territorio portuense e nei pressi della discarica – era il suo insospettabile rifugio. Dormiva di giorno e, con il buio, principalmente tra le 19 e le 20 e studiando minuziosamente le fasi lunari per evitare anche la più debole luce, indossava un casco da motociclista e colpiva le sue vittime minacciandole con un’ascia di discrete dimensioni prima di rapinarle e dileguarsi. Era diventato dallo scorso 21 ottobre il terrore degli argentani, ma ieri mattina alle 9.05 i carabinieri di Argenta hanno sorpreso il presunto rapinatore nel sonno dopo aver individuato il suo rifugio, al termine di indagini durate meno di un mese, per le quali sono risultate preziose le testimonianze e la collaborazione dei cittadini.
In manette, indiziato per rapina aggravata, tentata rapina e lesioni, è finito Igor Vaclavic, un russo di 34 anni dal fisico prestante e atletico, esperto di arti marziali (e di tattiche per sfuggire agli inseguitori), il cui arresto dovrà essere convalidato lunedì dal magistrato di turno. Tutti gli indizi giocano a suo sfavore, dato che all’interno del casolare i militari dell’Arma hanno ritrovato un casco e un’ascia, oltre a due coltelli, un piede di porco (con il quale si suppone abbia commesso furti) e una cerata per ripararsi dalla pioggia e dal vento durante le sue scorribande. Anche la corporatura corrispondeva alle descrizioni fatte dalle vittime. La prima è stata proprio il sindaco Fioravanti, che il 21 ottobre a Boccaleone è stato affrontat0 e rapinato da uno sconosciuto con casco e accetta (che si scoprirà essere un’ascia). E’ l’episodio che fa scattare i servizi di controllo del territorio da parte dei carabinieri, che si intensificano dopo il 26 ottobre, quando una signora di Bando si ritrova di fronte lo stesso individuo riuscendo però a metterlo in fuga con una pronta reazione.
Nel corso delle indagini si pensa possa trattarsi di una persona del posto, data la velocità con cui riesce a far scomparire le proprie tracce. Il rapinatore con casco e ascia infatti si nuove a piedi, nei campi, e agli inquirenti ricorda improvvisamente un’altra serie di episodi avvenuti in passato, nel 2007, ovvero quelli riguardanti un rapinatore armato di balestra. Un’intuizione che si rivelerà azzeccata. Nel frattempo arriva anche il terzo episodio, il 4 novembre scorso a Bando, e in questo caso la vittima, che tenta di scappare rifugiandosi nel suo casolare, viene colpita da un fendente che per fortuna lo ferisce solo lievemente. A questo punto i militari dell’Arma stringono il cerchio e avviano le ricerche materiali dell’individuo che sta terrorizzando gli abitanti, con controlli giornalieri e ispezioni fra le numerose abitazioni isolate nella campagna argentana. Fino a individuare il casolare del presunto rapinatore, lo stesso che finì in carcere nel 2007 per gli episodi della balestra e dal quale è uscito il 13 settembre. Secondo quanto riferito nella mattinata odierna nel corso di una conferenza stampa presso il comando provinciale dei carabinieri, il 34enne russo (che sarà difeso dall’avvocato Smanio) vivrebbe di espedienti e agli inquirenti tocca ora il compito di accertare, oltre alla paternità delle rapine dei giorni scorsi, anche eventuali responsabilità di altra natura. Le indagini sono coordinate dal pm Barbara Cavallo.
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