Cronaca
12 Dicembre 2009
Due anni e 4 mesi per i due imputati rimasti nell'inchiesta sul traffico di droga fra studenti

Condannati i “Bad Boys”

di Mauro Alvoni | 2 min

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Il tribunale di Ferrara

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Ripreso ieri dopo uno stop dovuto ad un dubbio di legittimità costituzionale, il processo “Bad Boys” è ripreso ieri mattina in aula con rito abbreviato e con una condanna esemplare. A giudizio erano rimasti due ragazzi fra gli imputati nell’inchiesta, condotta dalla Polizia, su un vasto traffico di droga, prevalentemente hashish e marijuana, tra studenti, avviata dopo la denuncia di un minorenne. Si tratta di Mattia Carrà e Stefano Zanrosso, difesi rispettivamente dagli avvocati Giovanni Flora e Carlo Bergamasco, che la sentenza emessa dal giudice Diego Mattellini ha condannato a 2 anni e 4 mesi. Più che raddoppiata dunque la richiesta del pm Filippo Di Benedetto, che era di un anno per spaccio di sostanze stupefacenti, accusa che i legali dei due giovani avevano sempre smentito. Entrambi hanno annunciato ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni, “anche se ritengo – ha detto l’avvocato Carlo Bergamasco – che al mio assistito si possa applicare l’indulto”.

L’inchiesta “Bad Boys”, scoppiata nel 2006, trasformò il conseguente processo in un caso giudiziario, essendo uno degli imputati figlio del pm Mariaemanuela Guerra, circostanza che sollevò dubbi di legittimità sulla sede dello stesso processo. Dubbi poi dipanati dalla Corte Costituzionale che ha così permesso la ripresa del procedimento, dopo che sette degli imputati avevano già patteggiato pene complessive per 20 anni di carcere. L’indagine partita all’inizio del 2006 portò alla denuncia di 17 giovani, fra cui quattro minorenni.

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