mar 14 Nov 2017 - 361 visite
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Un invito alle donne a fare i test per il diabete

Ricorre oggi, (martedì), la Giornata Mondiale del diabete, patologia di cui a Ferrara e provincia sono affette – dati Ausl 2016 – oltre 22 mila persone, il 55 per cento uomini, il 45 per cento donne. Eppure sono proprio queste ultime, come sottolineano l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le associazioni scientifiche competenti, le più vulnerabili. Due su cinque sono in età fertile e con più difficoltà vivono la gravidanza. Ancora, una gravidanza su sette è caratterizzata dal diabete gestazionale, con importanti conseguenze per se stesse e per i nascituri. A loro, col tema ‘Le donne e il diabete: il nostro diritto a un futuro sano’ e il focus sul diabete gestionale, la Giornata odierna dedica particolare attenzione, parlando esplicitamente di favorire un equo accesso alla cure per quelle che ne sono colpite o che sono a rischio sviluppo. Come deputata, non posso che esprimere soddisfazione per le tante iniziative messe in campo anche sul nostro territorio, dai controlli gratuiti della glicemia effettuati venerdì scorso dall’Azienda sanitaria alla Casa della Salute San Rocco a quelli che eseguiranno oggi le farmacie. Appuntamenti tesi ad informare, anche, sulle differenze tra tipo 1 e 2, tanto più che quest’ultimo può essere ‘limitato’ con corretti stili di vita, motivo per cui la precoce prevenzione è di assoluta importanza. E come deputata, prima firmataria di un progetto di legge sulla Medicina di Genere inserito nel DDL Lorenzin approvato nelle scorse settimane alla Camera e per cui auspico il veloce avallo del Senato, corre l’obbligo di ricordare che proprio il diabete rientra tra le patologie che richiedono differenti cure a seconda che a soffrirne siano maschi o femmine. Perché diversa – a confermarlo sono autorevoli studi condotti dal Gruppo Donna Nazionale AMD (Associazione Medici Diabetologi), per la cui collaborazione negli anni ringrazio l’attuale coordinatrice, Patrizia Li Volsi, e Valeria Manicardi, che l’ha preceduta – è la risposta ai farmaci, tastati principalmente su uomini. Oltre al fatto che al femminile sussiste purtroppo un certo stigma che impedisce, soprattutto alle più giovani, di intraprendere percorsi mirati e di realizzare l’obiettivo ‘salute’. Ecco perché oggi invito tutti, e soprattutto le donne più reticenti, a recarsi nelle farmacie ad effettuare il test. E’ una forma di amore verso se stesse. E’ un modo concreto di fare prevenzione. E’ uno strumento per dare, in materia di sanità, risposte sempre più puntuali nel rispetto di entrambi i generi».

Paola Boldrini
deputata Pd

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