ven 10 Nov 2017 - 3955 visite
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Popolo della Famiglia attacca Perego: “Accoglie tutti tranne noi”

Rimprovero al parroco che ha ospitato il movimento di Adinolfi. "Vuole fare il vescovo pilota che fa politica"

Una disputa insospettabile sta covando a Ferrara tra il Popolo della Famiglia di ispirazione cattolica e il capo dei cattolici ferraresi, il vescovo Gian Carlo Perego. Il monsignore ha rimproverato un collega – don Alessandro Guerinoni della chiesa di San Giuseppe di Comacchio – di aver ospitato lo scorso 25 ottobre in parrocchia un incontro del movimento fondato da Mario Adinolfi. Il vescovo di Ferrara contesta al reverendo di aver disobbedito al decreto generale arcivescovile, emanato dallo stesso Perego il 9 ottobre, che vieta di mettere a disposizione ambienti ecclesiali per fini politici.

L’invito ufficiale  a “ben ponderare le motivazioni sottese al decreto – si legge sulla carta bollata pubblicata sul settimanale della Diocesi  -, accogliendo le disposizioni dello stesso in spirito di obbedienza e comunione, esortandolo nel contempo a recedere da condotte di pubblica disobbedienza” non piace per niente al Popolo della Famiglia che vede questo “rimbrotto” come un “atto intimidatorio“.

“Perego vuole fare il vescovo pilota che fa politica e considera il Popolo della Famiglia un avversario politico cui negare addirittura il diritto di parola – attacca Adinolfi -. Accoglienza è la parola più amata da Perego, ma per tutti tranne il Pdf. Non ama il nostro partito e pare ossessionato dalla necessità di ‘de-negrizzare’ la sua diocesi: a dispetto del suo precedessore, Luigi Negri, Perego vuole essere  gradito al colore politico che domina nella sua diocesi, tifa esplicitamente per lo ius soli, fa pressione sulle Camere affinché sia subito approvato, così come nei nove anni alla guida della fondazione Migrantes ha sempre fatto propaganda per la migrazione indiscriminata e un distorto concetto di ‘accoglienza’”.

Da figli della Chiesa siamo pronti a dare battaglia per i nostri spazi di agibilità e a difesa dei sacerdoti coraggiosi che ci ospitano perché credono che con le nostre parole sia resa testimonianza alla verità, anche se è una verità scomoda” annuncia il presidente nazionale del Pdf a cui non va proprio giù che “vengano serrate le porte a noi – che negli ultimi anni abbiamo parlato in centinaia di sale e teatri parrocchiali – mentre si concedono gli altari a Renzi e alla Bonino, sostenitori della legge Cirinnà e di quella sull’eutanasia”.

Per tentare di risolvere questo “scontro frontale con un movimento politico che tra qualche mese dimostrerà di essere la scelta preferenziale per centinaia di migliaia di cattolici” commenta uno speranzoso Adinolfi, già pronto a dare battaglia contro lo ius soli, “chiederò personalmente all’arcivescovo un incontro a Ferrara per spiegargli le ragioni del Popolo della Famiglia. Conto di essere accolto insieme a Mirko De Carli e agli altri militanti del territorio che si sono sentiti feriti per la reprimenda subita dal coraggioso sacerdote che ha semplicemente aperto le porte di una sala ad un’iniziativa di pubblica presentazione delle nostre idee”.

Anche il coordinatore regionale Mirko De Carli si scaglia contro il “calo della scure della misericordia episcopale sulla testa del povero don Guerinoni, tacciato come disobbediente e sospetto eretico, al quale ci stringiamo in un commosso abbraccio”, anche perché “il provvedimento in questione non ha mai scoraggiato tanti sacerdoti della diocesi di Ferrara e Comacchio dall’intervenire e far intervenire esponenti politici su temi di attualità”, però “cari al monsignor Perego come ius soli e migrazioni”. “Ora impariamo che il Popolo della Famiglia non è considerato soltanto fuori linea rispetto ai desideri politici dell’arcivescovo. Lo sapevamo già, ce ne eravamo fatti una ragione – commenta De Carli -. Ma speravamo che almeno non ci si venisse a dire se siamo o meno impegnati in favore della dottrina sociale della Chiesa. Quando si tratta di noi, la misericordia sa diventare anche manganello“.

 

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