Cronaca
8 Novembre 2017
Le richieste del pg Nicola Proto per il crac del colosso argentano delle costruzioni nel processo che si riapre dopo la sentenza demolitoria della Cassazione

Appello bis Coopcostruttori. La procura: o nuova perizia o condanne

di Daniele Oppo | 2 min

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O una perizia e, dunque, la riapertura dell’istruttoria oppure la conferma delle condanne già inferte agli imputati nel primo giudizio d’appello e ‘nuove’ per chi, al tempo, ne era stato escluso.

È la richiesta del procuratore generale presso la Corte d’appello di Bologna, Nicola Proto, ai giudici della II^ sezione penale della corte felsinea nel processo d’appello bis per il crac Coopcostruttori a cui si è arrivati dopo 13 anni di udienze, sentenze ribaltate e tre gradi di giudizio e una sentenza demolitoria da parte della Corte di Cassazione.

Se la Cassazione aveva in larga parte demolito l’impianto accusatorio che aveva portato alle condanne dei dirigenti nel primo appello (assolti invece in primo grado), soprattutto per i reati più gravi (falso in bilancio, azioni Apc e fatture), nell’appello bis per il crac Coopcostruttori il procuratore generale ha indicato una doppia strada per ricostruirlo: o una nuova perizia per fugare tutte le mancanze segnalate dai giudici della Cassazione – “un tentativo di trasformare questo processo in un nuovo giudizio”, commenta l’avvocato Lorenzo Valgimigli, difensore di Ricci Maccarini -, oppure (ri)condannare tutti, amministratori e non, arrivando a colmare quelle lacune ‘semplicemente’ da una lettura certosina delle carte.

Condanne richieste per 18 dei 19 imputati rimasti tra dirigenti e non (sindaci e revisori ‘ritornati’ a giudizio per i profili di responsabilità individuati dalla Cassazione), tra le quali spiccano i 6 anni chiesti per Donigaglia e i 4 anni e 6 mesi per Ricci (ovvero le stesse condanne ottenute nel giudizio precedente). Alle richieste di condanna si sono associate anche le parti civili nelle loro conclusioni in cui è stato sottolineato, in particolare dall’avvocato Carmelo Marcello, come i soci non avrebbero mai sottoscritto le Apc se fossero stato a conoscenza delle reali condizioni del bilancio.

Il processo continuerà giovedì con la discussione delle ‘parti minori’ (i non amministratori), poi il 15 novembre con le difese dei dirigenti e il 16 con quelle dei revisori. L’ultima udienza fissata è quella per il 12 dicembre, quando è molto probabile che arrivi la sentenza, la quarta.

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