sab 16 Set 2017 - 2582 visite
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Esercito schierato per il ‘martellamento’ in Gad

I 12 militari a supporto dell'operazione 'Periferie sicure'. Tagliani: "Siamo lontani dall'occupazione militare della zona"

(CC BY-SA 4.0/Jordiferrer)

Cosa farà l’esercito a Ferrara? La risposta del sindaco Tiziano Tagliani è chiara e concisa: “Siamo tutti d’accordo nel continuare e rafforzare l’operazione ‘Periferie sicure’ in atto dal 28 agosto a Ferrara che registra dei risultati positivi, già da oggi riscontrabili grazie ad una maggiore  intensificazione delle azioni di polizia in Gad”.

È una condivisione unanime sull’utilizzo dell’esercito a Ferrara quella emersa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito questa mattina in prefettura per decidere come, e in che zone, impiegare i 12 militari che dal 25 settembre arriveranno in città.

La riunione, durata appena 45 minuti, ha trovato un punto d’incontro sulle diverse necessità (e criticità) della città estense, dal presidio in zona Gad al controllo degli altri obiettivi sensibili come il Meis e lo stadio “Mazza”.

All’inizio le divise mimetiche compariranno in Gad per supportare e dare continuità all’operazione ‘martellamento’, “ma siamo ben lontani dall’occupazione militare della zona” mette in guardia il primo cittadino. I militari effettivamente sul campo saranno 10, “gli altri due si occuperanno del coordinamento, in una sorta di trait d’union con il Ministero”, divisi in tre turni che copriranno 18 ore giornaliere (escluso l’arco temporale notturno da mezzanotte alle 6 del mattino).

Una “forza provvisoria positiva”, riferisce Tagliani, che concretamente si traduce in una sola unità in più alla volta, “certamente non risolutiva ma che rappresenta un alleviamento del carico di lavoro  per la nostra polizia”. Nessuna militarizzazione dell’area, quindi, “anche perché dobbiamo tenere conto dell’apertura del Meis (per il quale il prefetto aveva chiesto l’attivazione di una pattuglia h24), delle partite casalinghe della Spal, del festival di Internazionale che porterà migliaia di persone in città…”.

La questione sicurezza, insomma, è delicata sotto molteplici punti di vista. E alcuni ancora da chiarire. Se il comitato spera di “impiegare i militari su tutte le criticità della città”, devono ancora essere determinati gli ambiti operativi. “A parte una telefonata dal Ministero dell’Interno, la questura non ha ricevuto nulla di scritto sulle regole di utilizzo e sui limiti operativi dell’esercito, che verrà comunque utilizzato nel rispetto delle indicazioni ministeriali già in vigore nei 45 capoluoghi di provincia in cui è attiva l’operazione Strade Sicure” rivela Tagliani. Tanti progetti, quindi, ma manca ancora il documento ufficiale.

“Dal mio punto di vista non è certamente questa la soluzione  al problema della Gad – ribadisce il sindaco – ma si è convenuto che la  soluzione,  o perlomeno il tentativo più coerente ed efficace per la soluzione delle problematiche legate all’area della stazione, è determinata dalla accettazione da parte del Ministero degli Interni di quel rafforzamento delle forze di polizia di Stato chiesto congiuntamente a più riprese e che nella prossima primavera potrà essere assicurato dal nuovo concorso di polizia”.

 

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