Cronaca
15 Dicembre 2016
Nell'incidente sull'A13 morì Quinto Pittori, l'accusa è di omicidio colposo per non aver rispettato i limiti di velocità e la distanza di sicurezza

Scontro mortale tra mezzi pesanti, rinvio a giudizio per un camionista

di Daniele Oppo | 2 min

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IMG_20150814_124513300 [1173018]È stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo il camionista che tamponò un altro mezzo pesante fermo nella piazzola di sosta per dare assistenza a un terzo camion in avaria, causando la morte del conducente di quest’ultimo mezzo.

I fatti risalgono all’11 novembre del 2015. Quinto Pittori si dovette fermare per un’avaria al suo camion nel tratto di A13 tra Ferrara e Occhiobello, in direzione Bologna. Un altro mezzo pesante si accostò a sua volta, verosimilmente per dare una mano a Pittori, ma lasciando un tratto del camion in mezzo alla carreggiata. Mentre Pittori stava controllando l’avaria sul retro del suo mezzo, il terzo camion con alla guida Karoly Szuda – l’odierno imputato, difeso dall’avvocato Emiliano Mancino – non riuscì a frenare in tempo e l’impatto fu inevitabile e, purtroppo, tragico.

Szuda – 52enne ungherese, al momento irreperibile – viaggiava a una velocità di poco superiore al limite: 85 km/h anziché gli 80 prescritti e i risultati delle analisi sull’eventuale assunzione di droghe o alcool furono tutti negativi. Secondo la procura, oltre al limite non rispettato (seppure di poco), il camionista non aveva tenuto la corretta distanza di sicurezza che gli avrebbe fatto evitare il tamponamento. Per questo dovrà rispondere di omicidio colposo. La prima udienza sarà a marzo.

Gli eredi di Pittori si sono nel frattempo già costituti parte civile.

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