Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
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Uno scontro molto forte ha visto coinvolte due auto all'incrocio tra via Renazzo e via Bianchi a Renazzo tra le 16 e le 17. Una bimba di circa due anni e mezzo è rimasta ferita ed è stata elitrasportata all'ospedale Maggiore di Bologna
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Il comitato Koesione22 interviene sullo spostamento del luna park e si rivolge al sindaco Fabbri e all'assessora Travagli: "Può essere che non ci siano alternative? I processi democratici non sono priorità della Giunta"

Donato Selleri
“Non chiedo cravatte e tailleur ma abiti ‘normali’, senza rotule sporgenti o pantaloni squarciati”. È un appello alla moderazione quello rivolto dal preside del liceo scientifico Roiti, Donato Selleri, ai genitori degli alunni, per i quali chiede più attenzione al decoro e all’abbigliamento durante le lezioni. Criticando in particolare il trend dei jeans strappati, tornati prepotentemente di moda negli ultimi anni e sempre più all’insegna del risparmio di stoffa.
“Non ho intenzione di fare una crociata per l’abbigliamento dei ragazzi o di imporre alcunché – spiega il dirigente scolastico a Estense.com, il mio era solo un appello ai genitori per mettere un freno a una situazione che è diventata un po’ eccessiva”. Dopo il 16 dicembre, quando Selleri ha pubblicato la lettera sul sito del liceo, sui social network è già scoppiato il caso, con decine di post critici riguardo al presunto ‘dress code’ imposto a scuola. Ma il preside ci tiene a chiarire la questione: “Non deve essere interpretato come una forzatura: i ragazzi sono e continueranno a essere liberi di vestirsi come preferiscono. Lo scopo del mio messaggio è più che altro di far riflettere i genitori sulla portata del fenomeno: so bene che quando si ha 15 anni la moda regna sovrana, ma ormai non si tratta più solo di qualche taglio o buco, ma di pantaloni ridotti letteralmente a brandelli. E per quanto mi riguarda fare educazione non significa soltanto insegnare la matematica o la filosofia, ma anche come comportarsi nei nelle situazioni e nei contesti sociali”.
Non a caso i concetti della lettera di Selleri sono espressi chiaramente ma con toni moderati: “Credetemi – scrive il preside -, mi fa veramente male vedere i nostri ragazzi, abili, capaci, intelligenti, girare per la Scuola laceri e sbrindellati perché è d¡ moda. ll nostro mestiere è promuovere, sostenere, far crescere, fornire strumenti e consapevolezze. E qui ne vedo ben poche. Per questo faccio appello a Voi, al di fuori degli schemi e paradigmi adolescenziali, capaci di esercitare la funzione educativa che non s¡ limita a mandarli a Scuola, a vestirli (in questo caso di stracci, anche se firmati e costos¡) e mantenerli ma di offrire loro, assieme a noi, modelli e stili di vita, valori e concetti, regole e principi”.
È le reazioni a questo appello? “Non ho guardato i social network perchè non li frequento abitualmente – afferma Selleri -. Posso immaginare i commenti negativi, ma ho ricevuto anche diverse dimostrazioni di sostegno. Per quanto riguarda gli insegnanti credo che in gran parte condividano la mia lettera: prima di scriverla ho avvisato il consiglio di istituto che volevo stigmatizzare questo fatto. Ho una convinzione: giustamente i genitori si affidano a una scuola dove c’è una certa professionalità e un certo clima, ma questo risultato si ottiene anche con gli atteggiamenti individuali. Visto che dalla scuola si pretende rigore, serietà e puntualità, anche gli alunni non dovrebbero essere da meno”.
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