Vessazioni, atti di sottomissione, aggressioni dirette a lei e ai quattro figli, tutti minori all’epoca dei fatti. In almeno un’occasione anche violenza fisica in presenza di altre persone in casa. È l’inferno denunciato da una donna residente in provincia che oggi è persona offesa nel processo per maltrattamenti in famiglia a carico del marito.
La donna, stanca delle continue vessazioni e aggressioni violente, un giorno si è rivolta al Centro Donna e Giustizia che l’ha presa in carico, aiutandola nel suo difficile percorso di denuncia e affiancandola alla sua attuale legale, l’avvocato Sara Bruno.
L’udienza dibattimentale davanti al giudice Luca Marini è iniziata venerdì 6 novembre nell’aula B del tribunale di Ferrara, ma uno strascico giudiziario c’è già stato: il tribunale dei minori di Bologna ha già ammesso un decreto con il quale ha provvisoriamente sospeso il padre – difeso dall’avvocato Piero Giubelli – dalla responsabilità genitoriale e ha incaricato un team di psicologi e assistenti sociali di analizzare le relazioni familiari.
Proprio una delle psicologhe ha testimoniato durante l’udienza, descrivendo i risultati di alcuni test effettuati su due delle figlie, entrambe molto piccole, che in alcune occasioni “hanno affrontato il test con molta fatica, angoscia molto forte e molto pianto”. Significative le risposte delle due bambine davanti a immagini che rappresentavano una figura maschile e una bambina ai suoi piedi: entrambe – secondo il racconto della psicologa – le avrebbero ricollegate ad azioni violente dell’uomo nei confronti di una delle figlie. Il difenore dell’uomo ha chiesto di poter sentire in udienza a porte chiuse le due bambine, ma il giudice si è riservato, mostrando di preferire, se del caso, una perizia.
In precedenza due testimoni hanno descritto un episodio brutale di cui sono stati diretti osservatori: una sera la coppia – che nel 2014 si è separata – si stava preparando per uscire a cena con un’altra coppia amica, che era in casa insieme alla madre di lei che avrebbe fatto da baby sitter. A un certo punto sarebbe scoppiata una lite al piano di sopra e i due sono intervenuti trovando la donna scaraventata dentro la vasca da bagno con il marito che la strangolava. È stato necessario l’intervento dell’uomo per staccarlo dal collo della moglie.
Un’altra testimone – amica di famiglia “da 18 anni” -, pur non avendo mai visto ecchimosi, ha riferito di alcuni episodi di violenza raccontati dalla donna, compreso un rapporto sessuale forzato con lei buttata a terra e presa per il collo. Ancora: la donna soffriva di problemi all’anca e – secondo la testimonianza – dopo un litigio il marito l’avrebbe scaraventata sul divano di casa per poi salire sopra l’anca con il ginocchio, provocandole dolori e difficoltà motorie notate anche dalla testimone. Sentito anche un maresciallo dei carabinieri, oggi in pensione, che raccolse la prime rimostranze della donna sui maltrattamenti subiti e che intervenne con il marito per farlo cessare ma – pare – senza successo.
Durante la prossima udienza, programmata per dicembre, verranno sentiti altri testimoni, tra i quali il figlio maggiore della coppia, diventato nel frattempo maggiorenne.