La Provincia, declassata quest’anno ad ente di secondo livello come conseguenza della Legge Delrio, ha subito profondi cambiamenti nel suo assetto che rendono complicata l’analisi complessiva sul fenomeno dell’assenteismo. I tassi di assenza riportati dall’ente del Castello, distinti tra ferie ed altre assenze retribuite e non retribuite, fanno riferimento al periodo da gennaio a settembre 2014, nove mesi in cui sono state modificate le competenze dei diversi settori e degli uffici provinciali. La media comprensiva di ferie, nei nove mesi presi in esame, è di 19,04, al di poco inferiore della media del Comune, attestata al 19,60%.
A rimanere invariati sono stati solo il servizio Risorse Umane e Affari Istituzionali (che registra un tasso globale di assenza del 18,92%, di cui 5,91% per altre assenze indipendenti dalle ferie), il settore Ambiente e Agricoltura (che totalizza una media generale di 20,15%, di cui il 6,69% è escluso dalle ferie), il segretario generale (che arriva a un tasso assenteistico di 18,62%, di cui il 6,12% per altre assenze) e il servizio Controlli Interni e Anticorruzione (che registra un tasso globale del 13,62%, con una media di solo 3,44% per le assenze retribuite e non). In effetti i dipendenti di quest’ultimo servizio sono stati gli unici a non essere mai rimasti a casa, per assenze non ricollegabili alle ferie, nei mesi di giugno e luglio. Una salute di ferro che non ha pari in Provincia.
Il settore Bilancio, Attività Produttive e Culturali resiste a gennaio e febbraio – registrando in questi due mesi un tasso globale di assenza del 13,56%, di cui metà per ferie e metà per altri tipi di assenze – prima che la competenza del bilancio venga accorpata al settore dei Servizi Informatici, Turismo e Fondi Strutturali da marzo a settembre, con una media mensile in sette mesi del 22,78% di cui il 7,10% è per altre assenze non riconducibili alle ferie. Marzo è stato un mese di cambiamenti anche per il servizio Turismo, Attività Produttive, Cultura e Castello che in gennaio e febbraio registra una media assenteistica del 17,06%, di cui il 7,29% per assenze non feriali, prima che il turismo sia accorpato al bilancio e che le attività produttive e cultura vengano accorpate alle politiche del lavoro, mentre la voce Castello non compare più tra le competenze della Provincia.
Cambio di rotta a giugno, invece, per il settore Tecnico, Infrastrutture, Edilizia, Protezione Civile, Appalti, Gare e Patrimonio che in sei mesi ha totalizzato una media mensile del 16,82%, di cui il 5,51% non riconducibile alle ferie. Anche il servizio Progetti Speciali rimane un’entità unica fino a giugno, raggiungendo una media mensile di 12,58% di cui 2,95% per assenze non feriali, prima di venire unito al settore Programmazione Strategica a luglio che, fino a settembre, raggiunge una media mensile del 26,94%, di cui il 6.33% per assenze indipendenti dalle ferie. Il servizio Politiche del Lavoro, Formazione Professionale, Politiche Sociali, Sanità e Pubblica Istruzione, invece, si è allargato fino a comprendere Attività Produttive, Infanzia e Politiche Culturali, un settore che frutta da gennaio a settembre una media mensile del 20,30%, di cui il 7,74% per assenze non feriali.