Economia e Lavoro
6 Gennaio 2015
I dati Inail elaborati dall'Osservatorio Vega Engineering: la provincia estense è fra le 30 peggiori in tutta Italia

Morti bianche, Ferrara la peggiore in regione per incidenza

di Daniele Oppo | 3 min
Immagine d'archivio

Immagine d’archivio

Sono state 7 su 139.903 persone con un occupazione in tutto il territorio della provincia di Ferrara. Sono le morti bianche, quelle avvenute sul lavoro, al 30 novembre dell’anno appena trascorso. L’incidenza è di 50 feriti mortali sul lavoro ogni milione di occupati, che vale per Ferrara un triste primato regionale e il 26° posto su 108 in tutta Italia (accorpando le province arrivate a pari punti).

È quanto raccontano i dati Inail elaborati dall’osservatorio Sicurezza su lavoro della Vega Engineering di Mestre. Se Ferrara non se la cava benissimo in questa particolare classifica, dove, una volta tanto, stare in fondo sarebbe stata una bella cosa, è l’intera regione a mostrare ancora dati preoccupanti: l’Emilia Romagna si piazza infatti seconda per numero di decessi sul lavoro (68), dietro alla sola Lombardia (80) e davanti a Puglia (65), Piemonte (60) e Veneto (55).

Nel contesto della nostra regione Bologna conta 11 morti, ma avendo una popolazione lavorativa maggiore l’incidenza è più bassa (24,9, 75° posto). Modena ha il dato assoluto più alto con 13 morti ma l’incidenza è di 41,4 che vale il 37° posto;, Ravenna ha lo stesso numero di decessi di Ferrara ma con incidenza inferiore (41,5, 40° posto), Piacenza conta 4 decessi (incidenza di 32,6 e 57° posto). Forlì-Cesena con 8 morti fa poco meglio della nostra provincia con un’incidenza di 46 decessi ogni milione di occupati che vale il 28° posto. Parma si piazza al 51° posto, con 7 morti bianche e incidenza del 34,6, mentre Reggio Emilia è 54a con 8 morti e un’incidenza di 33,7.

“E’ un bilancio drammatico che non si vorrebbe e non si dovrebbe raccontare in un paese civile. Eppure anche quest’anno le vittime sul lavoro sono state tante. Troppe. Da gennaio a novembre nella nostra Penisola si contano 919 vittime: di cui 684 decedute sul luogo di lavoro e 235 in itinere”, afferma Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro, commentando i dati globali.

Dati sconcertanti per tutto il Paese con un decremento della mortalità rispetto al 2013 (pari al 3,9 per cento) e che, come sottolinea Rossato, “non sembra essere significativo per un’inversione di tendenza”. Intanto, ad indossare la maglia nera per l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa secondo l’Osservatorio mestrino è la Basilicata (88,9 – contro una media nazionale pari a 30,4), seguita dal Molise (80,4) e dalla Puglia (56,2).

E continua ad essere il settore delle costruzioni quello maggiormente coinvolto dagli incidenti mortali (14,5 per cento dei casi e 99 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (12,6 per cento e 86 infortuni mortali) e dai trasporti e magazzinaggi (9,8 per cento e 67 decessi). Analizzando i dati della classifica provinciale, poi, si scopre che il più elevato numero di vittime viene registrato a Roma (30): al secondo posto Torino (24), al terzo Bari (23). Seguono: Napoli (17), Cuneo (15), Brescia e Salerno (14), Lecce, Palermo, Modena e Milano (13).

Mentre l’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a livello provinciale viene registrata ancora una volta da Isernia (182) seguita da Enna (140).

Le donne che hanno perso la vita sul lavoro da gennaio a novembre 2014 sono 40 (5,8 per cento del totale). Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 88 pari al 12,9 per cento del totale. Il giovedì e il martedì i giorni della settimana in cui si sono verificati più incidenti mortali. Il 33 per cento delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (226 lavoratori), il 25,3 per cento dai 55 ai 64 anni (173 lavoratori).

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com