Comacchio
19 Maggio 2014
L'attivista: "Per anni i partiti hanno gestito tutto come se fosse di loro proprietà senza rispettare le leggi e il regolamento di funzionamento"

Mezzogori: “Esposto al prefetto contro la Conferenza sanitaria”

di Daniele Oppo | 4 min

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admin-ajaxComacchio. È, come suo solito, un fiume in piena Manrico Mezzogori, attivista comacchiese della Consulta popolare in difesa del San Camillo. L’accusa rivolta all’istituzione e ai sindaci che la compongono è pesante: la Conferenza territoriale socio sanitaria che ha votato il piano di riorganizzazione e i bilanci della sanità ferrarese avrebbe violato negli anni le leggi e il regolamento di funzionamento, tanto da spingerlo ad inoltrare un altro esposto al prefetto Michele Tortora.

“La Ctss svolge un ruolo fondamentale e impegnativo, a garanzia della trasparenza degli atti pubblici su una materia primaria che inerisce la salute dei cittadini – afferma Mezzogori -. Il suo funzionamento è governata da un regolamento, alla stessa stregua dei consigli comunali, ma né la presidentessa (Marcella Zappaterra, ndr) che ha gestito sino a ora tale organismo, né la segretaria né i 26 sindaci che vi partecipano conoscono quel regolamento”. Il punto contestato è, in particolare, l’esclusione dei cittadini, della stampa, dei sindacati e, addirittura, della Digos in qualche circostanza, alle assemblee della Ctss nelle quali si decideva il futuro della sanità ferrarese. “Ci hanno sempre detto che il regolamento prevede che sia la conferenza stessa a decidere, votando, se può partecipare o meno il pubblico e ci siamo sempre fidati – spiega Mezzogori -. Poi noi e il sindaco di Comacchio ci siamo incuriositi e abbiamo scoperto che quel regolamento è come quello di un consiglio comunale e che il pubblico può partecipare senza che debba esserci una decisione dei membri della conferenza, a meno che, proprio come in un consiglio comunale, non si debba decidere su fatti che riguardano singole persone”. “È un organismo pubblico mica una riunione della Nato – attacca con ironia Mezzogori -. Per anni invece hanno gestito tutto come se si trattasse di qualcosa di loro proprietà, in base alla loro ideologia che vede i partiti a sovranità illimitata: in un organismo di una tale importanza ognuno può fare quello che vuole quando invece ci sono leggi e regolamenti che vanno rispettati”.

Ma non è solo la questione della partecipazione pubblica negata a scatenare le ire di Mezzogori: “Si approvano bilanci senza neppure che i sindaci siano a conoscenza di documenti basilari” accusa. Quei documenti basilari sarebbero i verbali del collegio sindacale che dovrebbero accompagnare i bilanci e che dovrebbero essere stati consegnati a tutti i sindaci prima della votazione. Invece, almeno in un caso – al sindaco di Comacchio – quel verbale non è stato consegnato. O, meglio, è stato recapitato al Comune via email proprio mentre i sindaci votavano: “Se me lo mandi in municipio a Comacchio mentre io sono a Ferrara per votare come faccio a sapere cosa c’è scritto? Quella votazione non è valida – attacca ancora Mezzogori. È stata inficiata dall’assenza di documenti basilari, è come se un assessore portasse all’approvazione del consiglio un bilancio sprovvisto dell’approvazione del revisore dei conti. Le 600 pagine del bilancio consuntivo sono state consegnate una settimana prima del voto ai sindaci e mentre si votava sapevano che mancava il verbale, ma tanto – accusa Mezzogori – avrebbero votato qualsiasi cosa perché siamo in presenza di istituzioni pubbliche governate come una proprietà privata. Si decide sulla salute di un’intera provincia e pensano di continuare così ma – ribadisce – anche le istituzioni e i suoi rappresentanti devono sottostare alle leggi e ai regolamenti”.

Ma non è finita, secondo Mezzogori i 26 sindaci avrebbero approvato il piano strategico “senza che ci fosse un documento di intestazione di chi lo presentava, quando invece è obbligatorio. Non c’era l’intestazione dell’Asl, è un documento anonimo portato alla votazione. Chi l’ha scritto? – si chiede – Forse il Pd nella sua sede? È stata una trasmissione di partito che i sindaci hanno approvato anche se ci sono violazioni del regolamento. Siamo fuori dal mondo – prosegue – addirittura l’Asl, che avrebbe dovuto proporre il piano, lo ha approvato un mese e mezzo dopo che l’hanno fatto i sindaci. Siamo a livello di Ufo, di marziani. Queste sono cose gravissime, c’è una questione di assenza di trasparenza che in questa provincia è micidiale, siamo un caso atipico in tutta la regione”.

Mezzogori chiude poi annunciando un secondo intervento e forse un altro esposto ancora sui bilanci consuntivi: “Stanno facendo il massacro della sanità – denuncia -. Il costo della sanità pro-capite sta aumentando perché, mentre riducono la spesa con i tanti tagli, aumenta la mobilità passiva, dato che stanno facendo scadere l’offerta sanitaria e la gente va a curarsi nel resto della regione o fuori da essa. Più riorganizzano più scade l’offerta della provincia. Se la gente non trova qui la possibilità di curarsi si rivolge altrove. E – denuncia infine l’attivista – c’è anche un tracollo della mobilità attiva: il vecchio Sant’anna faceva tanta mobilità attiva perché c’erano medici in gamba, non per i muri belli. In questi due anni c’è stata la fuga dei professori. Non basta il grande ospedale moderno a Cona a far venire la gente se poi fai scappare le professionalità”.

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