Cento
19 Gennaio 2014
Il sindaco: "Che tristezza, non pare un caso politico". Ma i centesi lo attaccano: "Un bel tacer non fu mai scritto"

Multa al Comune, le spiegazioni (poco apprezzate) di Lodi

di Ruggero Veronese | 3 min

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DSC03017-420x235Cento. Forse il problema sta nella giusta definizione di “cose serie”. Perchè dopo aver liquidato con poche parole la questione dell’automobile del Comune parcheggiata da più di una settimana in divieto di sosta – con relativa multa ben visibile sul parabrezza -, il sindaco Piero Lodi ha cercato di trovare appoggio nei cittadini di Cento attraverso un post Facebook, raccogliendo però solo un coro di critiche e indignazione.

“Mi occupo di cose serie, arrivederci”. Con questa frase Lodi, contattato telefonicamente da Estense.com, lasciava intendere quanto giudicasse rilevanti le critiche dai suoi concittadini sulla Lancia Libra blu del Comune, posteggiata da tempo tra le linee gialle di una area carico-scarico merci. Il giorno successivo però il caso esce sui quotidiani locali e gli articoli non vengono certo ben accolti dal sindaco centese, che pubblica un “rassegnato” post sulla propria pagina pubblica Facebook. “Che tristezza – scrive Lodi -. La Lancia Libra del Comune è ferma da qualche giorno, più di una settimana, perché guasta. Non si accende più. Forse perché troppo vecchia.  Al punto che chi di competenza sta valutando se ripararla o meno… È stata spinta fuori dalle linee blu, per dare meno fastidio in attesa di capire che fare. Non pare un caso politico… Eppure c’è chi riesce a fare polemiche anche su questo. Davvero molto triste…”.

Questo il testo pubblicato dal sindaco, che forse non si aspettava l’ondata di critiche che avrebbe sollevato. “Atteggiamento vergognoso”, “ti stai arrampicando sugli specchi”, “povero Comune di Cento”, “un bel tacer non fu mai scritto”: questi alcuni dei commenti più moderati visibili in rete. Dove l’unica voce che cerca di arginare l’ondata di indignazione popolare è quella dello stesso Lodi, che prova a rispondere nel dettaglio – ma senza riscuotere molto successo – ad alcune delle critiche che gli vengono rivolte.

Ma il punto vero, a prescindere dal tono più o meno aggressivo degli interventi, è uno: l’auto potrà anche essere rotta, ma cosa succede quando un “semplice” cittadino lascia un mezzo per più di una settimana in divieto di sosta? Multa a parte, è difficile non pensare che il mezzo non venga almeno rimosso con il carro attrezzi, soprattutto considerando che una piazzola “carico-scarico” ricopre una funzione ben precisa. “Magari lì dov’è invece può dare fastidio a chi lavora veramente….”, “se fosse di un privato quell’auto sarebbe rimasta lì?!”, “esiste un oggetto chiamato carro attrezzi”, fanno notare alcuni centesi, ma l’ulteriore risposta di Lodi gli causerà ancora più guai. “Se la macchina dov’è intralcia la faccio spostare già lunedì anche se costerà qualcosa e si sperava di risparmiare quei soldi – scrive il sindaco -. Ovviamente chiedo scusa a nome del Comune se c’è stato un disagio per qualcuno. Come è facile capire non sono cose che faccio direttamente. Comunque si era convinti di aver messo la macchina in un posto tranquillo.  Il problema di un Comune è che per legge non ci è possibile comprare auto e ciò costringe ad usare macchine vecchie che consumano, inquinano e si rompono”.

Facile immaginare come andrà a finire. Tra chi si domanda come si può definire una piazzola di quel tipo “un posto tranquillo” a chi suggerisce un ripasso del codice della strada. Ma per alcuni la vicenda dell’automobile in divieto di sosta diventa un pretesto per mettere in dubbio l’operato dell’amministrazione anche per quelle che forse Lodi definirebbe “cose serie”: “Se infrange la legge per il codice della strada – scrive un centese – chi ci rassicura che non lo faccia (anche se per lui esistono motivazioni come in questo caso) anche in altre situazioni ben più importanti ? Il ragionamento viene naturale. Sarà mica il caso di far controllare a qualcuno e far intervenire la Corte dei Conti, ad esempio?”. Mentre c’è anche chi, ispirandosi all’incipit iniziale del sindaco, elenca le proprie critiche all’operato di Lodi dall’inizio del suo mandato fino al momento in cui una Lancia non fu parcheggiata in divieto di sosta. Concludendo ogni frase con le stesse parole: “Che tristezza”.

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