Politica
18 Gennaio 2014
Tagliani: "Più vincoli che vantaggi dall'accordo, ma non sono in programma dismissioni di azioni significative"

Ferrara esce dal patto di sindacato Hera

di Ruggero Veronese | 3 min

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ImmagineIl Comune di Ferrara uscirà dal patto di sindacato di Hera. L’annuncio viene dato in mattinata dal sindaco Tiziano Tagliani, che riassume i motivi della decisione affermando che “allo stato attuale, i vincoli a cui ci sottopone il patto sono maggiori dei vantaggi che ci offre”. Alla scadenza dell’accordo tra i Comuni, nel dicembre 2014, la città estense sceglierà quindi di non rinnovare la propria adesione e di restare semplice azionista (con circa il 2% delle quote, per un valore attorno ai 50 milioni di euro) della multiutility emiliano-romagnola.

Il motivo principale della decisione dell’amministrazione sta nello scarso “peso” di Ferrara e delle aree meno rappresentate nelle decisioni del patto di sindacato. Una situazione che nasce sia dall’ingresso di nuovi importanti soci  (tra cui Padova, Trieste e Udine) nella compagine societaria, sia dall’assenza di altri Comuni della provincia ferrarese, la cui partecipazione al patto avrebbe dato all’intera provincia un’influenza maggiore sulle decisioni comuni. “I soci più significativi – afferma Tagliani – sono quelli che da tempo dettano la linea. Nel 2011 abbiamo scelto di rinnovare il patto di sindacato perché si cercava di includere anche altri Comuni del ferrarese, cosa che poi non è avvenuta. E intanto l’allargamento del perimetro societario di Hera rende meno significativa la nostra presenza”.

L’uscita dal patto di sindacato svincolerà quindi tutte le azioni ancora in mano al Comune di Ferrara, anche se il sindaco afferma che “questo non significa necessariamente che siamo intenzionati a vendere e non è in programma alcuna dismissione significativa delle nostre quote: la redditività delle azioni è molto buona ed è difficile trovare altri investimenti che rendano il 7-8% all’anno”. L’amministrazione punta quindi “essere meno legata alle scelte del patto di sindacato quando si va trattare con Hera”, pur mettendo in preventivo di “rinunciare alla possibilità di orientarne le decisioni”.

Del resto una prima incrinatura tra i membri del patto di sindacato si era vista con il mancato ingresso nella società del fondo investimenti della Cassa Depositi e Prestiti. Quando cioè secondo Tagliani “nel momento più importante è mancata l’unità tra i Comuni che, pur avendo deliberato per un aumento di capitale da 80 milioni di euro, poi sono andati ognuno per la propria strada e i soci più importanti non hanno ceduto quote al fondo strategico. Io credo che aprire alla Cassa Depositi e Prestiti fosse una buona decisione, ma prendo atto che ciò non è avvenuto”.

Per il sindaco la strada da seguire per i Comuni come Ferrara è quindi quella di “approfondire gli strumenti per il controllo delle gare di appalto e dei servizi”, visto anche l’imminente rinnovo della fornitura di gas (2015) e rifiuti (2017). “Cercheremo, nel nostro ruolo di controllore e stazione appaltante – afferma Tagliani – di arrivare alla massima convenienza negli accordi a livello di tariffazione e qualità del servizio”.

E riguardo ai rapporti con Hera, il primo cittadino ribatte anche alla capogruppo Idv in Regione Sabrina Freda che, dopo l’approvazione del “legato ambiente” da parte del consiglio dei ministri, ha affermato che Ferrara e altre province emiliane rischiano di trasformarsi nella “pattumiera d’Italia”. “È una sciocchezza – afferma Tagliani -. Il nostro inceneritore ha un tetto massimo di smaltimento di 130 mila tonnellate all’anno e con Hera c’è stato anche un contenzioso in tribunale quando questa ha cercato di innalzarlo. I rifiuti che vi vengono bruciati hanno una prevalenza territoriale: due terzi provengono sempre da Ferrara”.

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