
Leonardo Fiorentini
Giro di vite nel 2014 sui consumatori di stupefacenti? L’annuncio dato durante la conferenza stampa di inizio anno dal questore di Ferrara Orazio D’Anna ha subito riscosso numerose critiche da parte di chi si lamenta per gli effetti negativi del “proibizionismo”, in particolare riguardo le droghe leggere. Tra le prese di posizione giunte in redazione una delle più documentate è quella di Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, che sottolinea in particolare le contraddizioni che sorgono tra l’emergenza carceri in Italia e le operazioni di polizia mirate ai consumatori di hashish e cannabis.
“È opportuno ricordare – esordisce Fiorentini – che, nonostante il Questore D’Anna e nonostante la legge di Giovanardi, il consumo in Italia non è reato. Certo la legge che porta il nome del nuovo puntello del Governo Letta (Giovanardi, ndr) ha fatto di tutto per facilitare la repressione del consumo, in particolare di cannabis”. Il consigliere di circoscrizione sottolinea come molte condanne per stupefacenti derivino in realtà dal semplice possesso, visto che per distinguere spacciatori e consumatori la legge si affida principalmente alla quantità di sostanze possedute. Fiorentini afferma infatti che “l’automatismo della presunzione di spaccio in presenza di un certo quantitativo di sostanza (poca marijuana, un po’ più cocaina), principio per fortuna smontato in questi anni dalla giurisprudenza, e l’unificazione di droghe pesanti e leggere ha fatto poi sì che il 40% dei detenuti sia nelle nostre carceri sovraffollate per violazione dell’articolo 73 (spaccio): fra questi moltissimi consumatori, che per il solo fatto di detenere magari più di una decina di canne, sono finite nelle maglie della giustizia italiana”.
Una linea, quella della legge Fini-Giovanardi, in controtendenza rispetto alle recenti scelte dei paesi dell’Onu e che secondo il consigliere ecologista porta anche a diversi problemi di natura sociale. “Quei consumatori che sono riusciti a sfuggire al sistema penale – continua Fiorentini – sono stati intrappolati nella ragnatela delle sanzioni amministrative: 853.004 persone che in questi anni hanno dovuto sottoporsi periodicamente a test, sono state limitate nei propri movimenti e hanno sostenuto ingenti spese e costi sociali altissimi a causa dello stigma nei confronti dei consumatori, vedi il Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi. Stigma che il nostro paese, con Giovanardi ancora in carica, si è peraltro impegnato a contrastare su indicazione della 54ma sessione della Commissione Stupefacenti dell’Onu”.
Fiorentini critica la scelta di concentrarsi sugli assuntori di stupefacenti, in particolare considerando le altre emergenze sul territorio a cui devono far fronte le forze dell’ordine. “Decidano i lettori – continua il consigliere – se preferiscono che i poliziotti siano intenti a perder tempo a identificare, perquisire e magari arrestare qualche ragazzino che insieme agli amici si è appartato su una panchina in un parchetto per farsi una canna, oppure stiano in giro per il territorio a prevenire uno dei 30 stupri, il migliaio di altri reati contro la persona o i 9500 furti di vario genere perpetrati nella nostra provincia. Lo stesso governo Letta, che certo non è noto per il coraggio politico, ha avuto l’ardire di mettere in discussione l’impianto della Fini-Giovanardi modificando il 5° comma dell’articolo 73, ovvero introducendo il fatto di lieve entità come reato autonomo, grazie ad un tecnicismo giuridico degno del paese degli azzeccagarbugli. Certo non servirà a molto ma per fortuna la Corte Costituzionale deciderà il prossimo 12 febbraio sulla costituzionalità dell’intera legge sulle droghe approvata nel 2006 con un colpo di mano a fine legislatura come maxiemendamento di un centinaio di articoli al decreto legge di cinque o sei articoli sulle Olimpiadi di Torino, come riporta anche il dossier de La Società della Ragione”.
Trova invece il sostegno di Fiorentini la linea intrapresa dal tribunale di Ferrara, che negli ultimi mesi ha emanato diverse assoluzioni per coltivatori e consumatori di droghe leggere. “Nel frattempo – conclude l’attivista – non resta che augurarsi che il tribunale non sia ingolfato dall’attività mirata di repressione del consumo annunciata dalla questura di Ferrara, e poi confermi la propria recente linea assolutoria nei confronti dei semplici consumatori, autocoltivatori di cannabis compresi. Autocoltivatori che, val la pena di segnalarlo al questore di Ferrara, coltivano la marijuana nell’armadio o sul balcone proprio per non ‘foraggiare tutta la catena’”.