Comacchio
2 Dicembre 2013
Mezzogori accetta un taglio alla sanità pubblica, ma che non sia funzionale solo a Cona

Arriva Errani, la consulta farà il presidio

di Ruggero Veronese | 4 min

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unnamed (11)Comacchio. Ore calde per l’amministrazione comunale comacchiese, che domani (3 novembre) incontrerà in prefettura il presidente della Regione Vasco Errani per il tanto atteso confronto sulla rimodulazione dell’ospedale San Camillo. Un incontro istituzionale che ha dovuto attendere due anni e sei richieste firmate da tutto il consiglio comunale prima di arrivare in porto, e che vedrà il sindaco Marco Fabbri e tutti i capigruppo consiliari proporre un documento con una diversa proposta di riorganizzazione sanitaria, appoggiato anche dalla consulta civica per il San Camillo che domani sarà a poche decine di metri dalla prefettura in un sit-in dimostrativo.

“Fino a ieri – afferma il presidente della consulta Manrico Mezzogori – la questura ci aveva inizialmente proibito la manifestazione per motivi di ordine pubblico. Forse per non far vergognare il signor Errani di fronte ai cittadini di Comacchio, di fronte ai quali ha sottoscritto due accordi di programma. Ma siamo riusciti a risolvere questo problema, d’altra parte la consulta non ha mai creato problemi di sicurezza”. Una cinquantina di attivisti arriveranno quindi a Ferrara in pullman, per cominciare attorno alle 17:30 la manifestazione poco distante dalla prefettura, mentre una trentina di persone non abbandoneranno il presidio all’ospedale comacchiese. “Oggi scade il 41° giorno, ma più che un’occupazione noi la chiamiamo una vigilanza: vogliamo essere sicuri che si giochi a bocce ferme. Detta come va detta, non possiamo fidarci delle nostre autorità sanitarie”.

Il gruppo sarà quindi a Ferrara per un atto dimostrativo, confidando che nel frattempo, tra le mura della prefettura, Fabbri e i capigruppo non tradiscano le aspettative dei comacchiesi. “Il sindaco e gli amministratori – commenta Mezzogori – hanno il mandato della commissione sanitaria e auspichiamo che ci possano essere sviluppi dopo questo incontro. Non ci facciamo illusioni perchè le modalità con cui è stata gestita la situazione sono vergognose. Un presidente della Regione dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, e non solo gli elettori del suo partito”. In proposito il presidente della consulta tira anche in ballo gran parte dei sindaci Pd, che avrebbero già stretto accordi privati e che alla conferenza socio-sanitaria “hanno votato un documento senza neanche leggerlo e credono di poter risolvere tutto telefonando ai propri compagni di merende. Non è la conferenza socio sanitaria che determina le linee programmatiche, ma il partito unico che comanda in questa regione”.

Nel mirino del presidente della consulta finiscono soprattutto le amministrazioni del Basso Ferrarese e di Argenta, che avrebbero accettato il ridimensionamento delle proprie strutture sanitarie per favorire l’accentramento dei servizi a Cona in cambio di posti letto per la lungodegenza. “Ad Argenta la Dea verrà ridimensionata, come dovrebbe sapere bene il sindaco Fiorentini – attacca Mezzogori -. Ridurranno le sale operatorie chirurgiche e in cambio daranno posti letto a lungodegenza. Anche a Valle Oppio è in programma una rimodulazione della rianimazione e della terapia intensiva: l’operazione in atto è quella di svuotare questi ospedali di specialità che verranno trasferite a Cona”.

Ma cosa prevede la proposta alternativa sostenuta dai comacchiesi? Secondo Mezzogori il documento “descrive una rimodulazione sostenibile dal punto di vista dei costi e nel rispetto degli accordi regionali. Contempla una riduzione dei posti letto, rispetto ai 60 che avevamo, per i problemi di carattere nazionale, ma ovviamente nella nostra proposta ognuno deve fare il suo: non esistono intoccabili. Ognuno deve ridursi i posti letto, senza falcidiare le singole strutture”. Mezzogori accetta quindi un taglio alla sanità pubblica, ma a condizione che l’operazione non sia funzionale al principale ospedale della Provincia. “Spending review è una parola inventata: è evidente l’operazione politica per sostenere il mostro di Cona, nato da una politica insostenibile e con una struttura sovradimensionata. Se facciamo il conto delle 26 sale operatorie, evidentemente il Ducato Estense rinverdisce nei fasti del ceto politico”.

E il risultato di questo accentramento sarà, secondo Mezzogori, un aumento dei costi per i cittadini. “Ci sara un aumento esponenziale della mobilita passiva, perché non sono in grado di smaltire le liste di attesa e la gente deve andare altrove. Prima Comacchio prevedeva il day surgery con costi ridotti ma, per accontentare qualche sindaco del basso ferrarese, alcuni hanno approvato documenti che non hanno mai letto. E intanto Ferrara resta l’ultima in Regione per i tempi delle liste d’attesa. Cosa ne penso della casa della salute? Siamo fermamente contrari. Che se la facciano loro e ci mettano dentro Errani e Lusenti”.

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