Urina di vacca, l’elisir di lunga vita

cowurinDopo cinque Vinitaly, 2 Vinexpo e aver avuto l’ufficio accanto a colleghi che creano la guida Slow Wine e Birre d’Italia, mai avrei pensato di partecipare a una degustazione di urina di mucca.

Niente di trash come si vede nei programmi su cibo esotico estremo che imperversano in tv, ma urina distillata, testata e controllata in laboratorio più volte prima di essere immessa sul mercato. Certo l’effetto psicologico ha il suo fattore, fattore vincente visto che non me la sono sentita di assaggiare quella pura, ma ho optato per la versione missata alle 7 essenze. Ora che scrivo però mi ricordo che a Modena, in occasione di una fiera Slow Food sull’aceto balsamico, ho partecipato a una degustazione di letame, cosa che mi fa apparire un po’ superflua l’esitazione di fronte all’urina di vacca.

Comunque, cosa spinge una persona a bere urina di vacca distillata? Vi chiederete anche ad assaggiare letame, ma questa è un’altra storia.

Secondo la tradizione ayurvedica l’urina di vacca è una sorta di panacea per il corpo e la mente. Un 10 ml con aggiunta di acqua, presa a stomaco vuoto la mattina sembra essere un “elisir di lunga vita”, adottato anche nelle cure ospedaliere dalle nevralgie al cancro. In passato veniva consumata senza essere distillata, per ogni tipo di malanno. Al naturale o distillata, c’è tuttavia un elemento che determina l’efficacia di questa urina e soprattutto la sua non tossicità: le mucche devono essere sanissime, non trattate con farmaci, poiché la maggior parte dei residui viene appunto espulsa via urina, e… felici!

Gli indiani sono spesso derisi per il considerare le mucche animali sacri o divini: agli occhi di un occidentale è sinonimo di superstizione e anacronistica credenza. Il vedere ruminanti passeggiare placidamente nelle metropoli provoca un sorriso di stupore e una vena di perplessità (soprattutto perché una mucca ferma in mezzo alla strada non aiuta di sicuro il traffico mostruoso delle città indiane).

India e Nepal sono le sole nazioni in cui la macellazione dei bovini è un tabù religioso per la maggior parte delle persone.

Certo la religione ha un ruolo fondamentale, ma ci sono altre ragioni per cui le mucche sono tenute in così alta considerazione. Le parole di Gandhi riassumono chiaramente il concetto: “Perché la mucca è stata elevata a divinità è ovvio ai miei occhi. Essa è una manna. Non solo ci fornisce il latte, ma ha anche reso possibile l’agricoltura”.

Persino Marx nel suo Capitale: “Il contadino indiano si affama per ingrassare il bue. Questa superstizione sembra crudele per l’individuo, ma preserva la società. Proteggere il bestiame assicura la continuazione dell’agricoltura. Può suonare impietoso ma è cosi: è più facile rimpiazzare un uomo che un bue”.

L’agricoltura è la fonte di sussistenza per il 75% della popolazione indiana, popolazione che dipende al 60% da produttori su piccola scala provenienti dai 600mila villaggi sparsi nel subcontinente.

La popolazione bovina che consta di 250 milioni di capi, la più grande al mondo, fornisce a questi contadini il letame per concimare i campi, il latte per nutrirsi e vendere sul mercato ed è un’insostituibile forza lavoro.  Trattori e altri macchinari spesso sono inutilizzabili in aree remote del paese o in zone dove non esistono strade asfaltate.

Basti pensare che nonostante l’India abbia la più grande rete ferroviaria al mondo, in un anno su treno sono state trasportate 550 milioni di tonnellate di merce, mentre su carri trainati da buoi ne sono state movimentate 2780 milioni di tonnellate.

Evidentemente le politiche governative non tengono conto di questi numeri se stanno cancellando a suon di sussidi all’agroindustria il sistema di produzione su piccola scala. “L’India pensa che sia meglio bere il sangue delle mucche piuttosto che berne il latte” queste le parole di Srila Prabhupada. Il governo infatti ha appena annunciato trionfalmente che il Paese è il quinto esportatore mondiale di carne bovina. Questo “mirabolante” risultato come è stato conseguito? Semplice, con sussidi alle monocolture di cereali per produrre mangime, elargendo aiuti a chi acquista fertilizzanti e pesticidi chimici, semi ibridi o GM senza i quali le monocolture non potrebbero esistere, e promuovendo l’industrializzazione dell’allevamento con l’introduzione dei Cafo (Concentrated Animal Feeding Operation, in cui gli animali vengono ammassati per l’ingrasso in un’area ristretta senza vegetazione per almeno 45 giorni. La densità degli individui fa sì che il benessere animale venga compromesso e faciliti l’insorgenza di malattie e deviazione del comportamento. Di fatto al bestiame vengono somministrati di default, anche ai capi sani quindi, medicine e antibiotici per prevenire l’alta possibilità di epidemie).

Tutto per produrre carne bovina da esportazione, in un Paese dove il 40% della popolazione è vegetariano e dove il rating di malnutrizione infantile è tra i più alti al mondo.

E le conseguenze sono disastrose: i suicidi tra i contadini che non riescono più a pagare i debiti con le multinazionali dei semi e degli agrofarmaci sono un’emergenza nazionale, le monocolture intensive hanno impoverito il suolo e le riserve idriche, l’inquinamento da reflui dei bovini sta compromettendo irreparabilmente gli ecosistemi, solo per citare i fatti più evidenti.

Sicuramente se mi fosse stata proposta urina di vacca proveniente da un Cafo non mi sarei mai sognato di avvicinarla alla bocca. Forse avrei gentilmente rifiutato anche quella che mi è stata offerta nel negozio biologico, se Krishnakumar della fattoria biologica Gau Seva Sang, non mi avesse portato a visitare la stalla degli animali da cui si produce l’urina distillata, nei pressi di Erode, stato di Tamil Nadu.

Il liquido proviene da uno stabilimento dove si allevano solo razze indigene (niente mucca a macchie bianche e nere per intenderci), 200 capi che sono liberi sui prati tutto il giorno e vengono condotti in stalla solo la notte. Sono nutriti a pascolo con l’integrazione di piante di mais e grano biologici, ma non i semi che sono venduti per il consumo umano. Nessun capo viene macellato, nessuno stress per gli animali.

Dal bestiame si ottiene latte biologico e ghee (burro chiarificato privato di acqua a componente proteica), dall’urina distillata il famoso elisir, sapone, detergenti per i piatti e la casa più un’altra infinità di prodotti. Il letame viene utilizzato per fertilizzare i campi di mais e grano che nutrono il bestiame e di canna da zucchero. Sempre dal letame si ricava gas metano che alimenta lo stabilimento, mentre il rimanente è immesso in bombole per il fabbisogno energetico dei villaggi circostanti, i quali hanno via via sostituito il più inquinante e costoso kerosene.

Praticamente un ciclo chiuso a basso impatto ambientale di agricoltura, allevamento, energia e prodotti finiti dove i bovini sono il perno centrale.

“Religione o meno, macellare il bestiame è un tabù perché semplicemente non conviene”, dice Krishnakumar puntando lo sguardo sulle sue vacche felici (lo sono davvero!). “Abbiamo valorizzato la conoscenza ancestrale dell’allevamento indiano con la nuova tecnologia di un laboratorio della distillazione dell’urina e l’impianto di biogas e affinando il sistema di agricoltura biologica. Non si può tornare al passato, ma non si può nemmeno cancellarlo come le politiche agricole governative spesso vogliono fare” mi spiega Krishnakumar, passato da ingegnere e manager del marketing che ora maniacalmente ci tiene a definirsi “contadino”.

Alber Einstein scrisse in una lettera a Sir CV Raman: “Dite alla gente di India che se vogliono sopravvivere e mostrare al mondo come sopravvivere, essi dovrebbero lasciar perdere i trattori e conservare le loro tradizioni agricole”.

 

Letture consigliate:

Capitalism, Communism & Cowism – a new economics for the 21st century di Dr. Sahadeva Dasa

CAFO – The Tragedy of Industrial Animal Factories

Per saperne di più sugli effetti benefici dell’urina di mucca: cowurine.com

 

38 Commenti in: “Urina di vacca, l’elisir di lunga vita”


  • Procellaria ha scritto il 30 giugno 2013 alle 16:18

    L’urina di vacca distillata è per i fighetti, gli uomini veri bevono solo urina di porco non trattata.

    Commento molto apprezzato! Thumb up 14

  • repman ha scritto il 30 giugno 2013 alle 16:25

    Non raccontiamoci troppe storie su questa India, che sappiamo in che codizioni igieniche e umane si trova, che vige la casta alla grande, che gli indu milionari vivono a Londra e New York,[...]

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  • Paolo ha scritto il 30 giugno 2013 alle 16:45

    C’è sempre da imparare……..

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  • Topolone ha scritto il 30 giugno 2013 alle 22:15

    Mi comprerò subito una mucca, non ho intenzione di invecchiare.

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  • xxx ha scritto il 30 giugno 2013 alle 23:38

    Anni fa, ho avuto modo di parlare in diverse occasioni, con un medico italiano rianimatore ma con la passione per la medicina ayurvedica e la cultura che ci sta dietro.Si recava periodcamente in India per approfondire e coltivare questa sua passione.
    Vorrei ricordare, a proposito del suo post, Vandana Shiva, una donna eccezionale che lotta per difendere il diritto di proprieta’, contro le multinazionali del farmaco e gli ogm e quelle pratiche industriali a cui lei accenna e che stanno distruggendo e portando al suicidio la civilta’ contadina.
    Gli allevamenti intensivi e industriali, come sono intesi da noi, in occidente salvo qualche eccezione come in Toscana, costringono l’animale allrvato a ivere in una condizione di perenne torturas.
    Basta vedere i filmati.
    E inoltre la carne di questi animali e’ dannosa per gli uomini, per come vengono allevati e macellati.
    Quando si manifesto la B.S.E. ricordo il caso di una giovane donna inglese, vegetariana da quasi dieci anni che comunque,

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  • xxx ha scritto il 30 giugno 2013 alle 23:46

    che comunque, la contrasse.
    L’idea della societa’umana come un tutt’uno, la sua un icita’.
    qui in occidente o meglio negli U.S.A., abbiamo Temple Grandin, un’altra donna eccezionale che passando attraverso il proprio autismo si e’ laureata in scienze animali ed ha trasformato la vita dell’animale nei grandi allevamenti.
    Perche’non ascoltiamo queste persone?
    Chi ne beneficia e’ alla fine, anche la salute dell’uomo e delle generazioni future.
    patrizia.
    P.S., grazie per i suoi post.

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  • Senbee ha scritto il 1 luglio 2013 alle 16:41

    In tutto questo sproloquio, almeno una piccola sparuta timida fonte scientifica non avrebbe guastato…

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  • marisa ha scritto il 1 luglio 2013 alle 17:16

    …@Senbee…può sempre chiederla a Pannella che da anni beve la SUA!!!

    http://www.radioradicale.it/scheda/183008/pannella-beve-le-sue-urine-per-altre-24-ore-di-vita

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  • Pablo ha scritto il 1 luglio 2013 alle 19:05

    Lo dicevo io che ci davano il latte per depistarci!

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  • repman ha scritto il 1 luglio 2013 alle 19:40

    XXX.. Concordo con lei, quello che mi secca e che sono paesi dove se posso permettermi il termine,, predicano bene e razzolano male,, io personalmente la mia esperienza e africana, dove chi e ricco non si preoccupa minimamente dei suoi compatrioti, anzi li denigra, li considera plebaglia, ostenta in modo vergognoso e pacchiano il suo status, suv, viaggi o addirittura doppia residenza in Europa, ville con spesso piscina anessa, mi scusi non so esprimermi molto bene, masono sicuro che mi ha capito,

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  • RPG ha scritto il 1 luglio 2013 alle 20:25

    Bear Grills domina!

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  • marfisa ha scritto il 1 luglio 2013 alle 21:55

    …sempre avvincente.mi piacerebbe molto leggere un post su Benares…mi ha sempre affascinata.

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  • xxx ha scritto il 1 luglio 2013 alle 23:40

    Caro Pablo,quante altre cose oltre al latte, ci danno per depistarci.
    questa sera casualmente sono andata su rai 5, sempre piu’ uno dei miei pochi canali preferiti.
    Serena Dandini presentava la seconda puntata de ‘il paradiso e’ perduto’, la prima non sapendolo me la sono persa. Ha esordito citando in sintesi quello che e’ stato l’argomento della puntata precedente,’la finanza si e’ divorata l’economia reale’
    Ospite d’onore, tra gli altri, Vandana Shiva e l’argomento ‘I semi’
    La proprieta’ dei semi, le multinaszionali americane come la monsanto, la realta’ degli ogm e la biodiversita’ come soluzione per la fame nl mondo e per non fare collassare la terra.
    Il tutto spiegato e approfondito, ben oltre la dis-informazione.
    Ho scoperto questo:http://www.anarchaos.org/2013/05/ue-sui-semi-tutto-il-potere-alle-multinazionali-e-privatizzazione-dei-brevetti/ ed e’ l’Unione europea.
    In California hanno approvato una Legge che non consente al cittadino di riconoscere un ogm nell’alimento

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  • xxx ha scritto il 1 luglio 2013 alle 23:42

    nell’alimento acquistato.
    Questa non e’ democrazia, ha detto Vandana Shva, e’ fascismo. io sono d’accordo.
    La lotta per la natura e’ ,la lotta per la democrazia e la democrazia, se non la nutri e non la usi, deperisce e muore.
    patrizia

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  • Po ha scritto il 1 luglio 2013 alle 23:45

    Sarà anche un potente elisir di lunga vita, ma preferisco altri antiossidanti….

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  • xxx ha scritto il 1 luglio 2013 alle 23:56

    @repman, la lotta delle donne indiane contro la deforestazione e’iniziata ed e’ stata portata avanti con ‘l’abbraccio’, ogni donna abbracciava un albero e non si staccava per evitare che venisse tagliato.
    Vandana Shiva ha un processo in corso contro la monsanto e il popolo iondiano ha gia’ vinto un processo, qualche mese fa,contro un colosso delle multinazionali farmaceutiche – la novartis – per la proprieta’ di un principio attivo che consentira’ cosi’ la fabbricazione e l’utilizzo di un farmaco importante a costi minimi quindi accessibile a tutti.
    Questa e’ la parte di umanita’ che mi interessa di piu’, io sono dalla loro parte e non sono soltanto indiani o africani, gli ospiti della trasmissione questa sera, venivano dalla toscana.
    Una per tutte Maria Grazia Mammuccini.

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  • repman ha scritto il 2 luglio 2013 alle 14:48

    XXX.. Ho provato un po per motivi di salute e anche per moda ad essere vegetariano, ma haime non ce l’ho fatta, avevo la sensazione oppure stavo male, il desiderio di consumare carne era troppo forte,ero assuefato, mi mancava qualcosa e tornando a consumarla mi sono sentito meglio, pero devo dire che in materia mi sono educato, limitazione a tre volte la settimana e possibilmente niente insaccati.

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  • marco ha scritto il 2 luglio 2013 alle 18:25

    Preferisco morire prima intossicato da pane e salame piuttosto che bere la pipì di qualsivoglia essere umano compresa la mia. Credo che questa ricerca spasmodica del benessere sia solo prova di un profondo malessere che spinge molti a ricercare “cure”, “terapie” ed “elisir” di lunga vita nelle cose più strane e, come in questo caso, più schifose.  Aggiungo una osservazione, per quale motivo dovremmo riassumere ciò che il corpo espelle? Se l’organismo umano si è evoluto arrivando a sviluppare degli apparati dedicati all’eliminazione delle sostanze di scarto, perchè dovremmo offenderlo reintroducendole nuovamente? 

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  • giovanni 7 ha scritto il 3 luglio 2013 alle 10:10

    i ferraresi sono schizzignosi ,l’urina di vacca è come la birra ed è un toccasana per l’economia agricola ci vorrebbe un decreto speciale del governo

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  • repman ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:05

    XXXX.. Mi scusi ma credo che le sue argomentazioni non siano inerenti al tema, lei più che altro ne fa un discorso politico, che non c’entra niente col tema trattato.

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  • marco ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:10

    l’urina di vacca come la birra e la m[...] come la nutella. Stavo pensando se non fosse terapeutico anche un bell’aerosol di scorregge ovviamente senza sigaretta in bocca

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  • NormalMen ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:28

    mi sembra che stiamo degenerando

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  • NormalMen ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:34

    marco ha scritto il 2 luglio 2013 alle 18:25
    Preferisco morire prima intossicato da pane e salame piuttosto che bere la pipì di qualsivoglia essere umano compresa la mia. Credo che questa ricerca spasmodica del benessere sia solo prova di un profondo malessere che spinge molti a ricercare “cure”, “terapie” ed “elisir” di lunga vita nelle cose più strane e, come in questo caso, più schifose.  Aggiungo una osservazione, per quale motivo dovremmo riassumere ciò che il corpo espelle? Se l’organismo umano si è evoluto arrivando a sviluppare degli apparati dedicati all’eliminazione delle sostanze di scarto, perchè dovremmo offenderlo reintroducendole nuovamente? 
    Direi che la tua conoscenza dei rimedi naturali (che i nostri bisnonni conoscevano)e della medicina è abbastanza scarsa.
    Se hai ad esempio un ascessone puoi scegliere; antibiotico, effetto in qualche oretta, sciacquo con pipi tua, effetto 15 minuti, battere la testa contro un muro , effetto immediato. 

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  • NormalMen ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:41

    E la ragione è che i tuoi personali liquidi di scarto contengono una impressionante quantità di anticorpi, tuoi e quindi compatibili (oltre che una bella concentrazione di urea, se ti punge un’ape o una zanzara e sei privo  del non so quanto sano Vape (che contiene appunto ammoniaca di sintesi). Fai una ricerca nel campo anche della medicina ufficiale, mica son pirignaccole. Sull’urina di vacca non so, mi sembra una pirolata da new age e non mi sembra che ci siano riscontri se non nei siti di aficionados di robe strane.

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  • xxx ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:48

    @rapman,
    se lei legge tutto l’articolo si rendera’ conto che c’entra eccome.
    Questo post va ben oltre ‘l’assunzione dell’urina’ spiegata bene e in rapporto alla medicina ayurvedica.
    anche se mi rendo conto che ‘l’urina’ colpisce di piu’ con tutte le battute del caso.
    questo post e’ interessante non soltanto per lo ‘spaccato’ dell’India, un’immagine in piu’ ma proprio per la trasformazione del sistema economico e della civilta’ contadina che ne fa Bernardini con i riferimenti..

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  • xxx ha scritto il 3 luglio 2013 alle 14:49

    Ho dimenticato di firmare, patrizia.

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  • xxx ha scritto il 3 luglio 2013 alle 15:16

    E un’altra cosa @repman,
    Tutto e’ politica.
    Per fare un esempio -restando in tema-. Se q

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  • xxx ha scritto il 3 luglio 2013 alle 15:18

    Se quando vado in bagno ad urinare, decido di tirare lo sciacquone oppure decido di azionarlo alla pisciata successiva, faccio una scelta politica. e anche ambientalista ed ecologica.
    in nome del risparmio energetico, esattamente la scelta che fece quel ministro inglese di cui non ricordo il nome ma la pubblicizzo’ perche’ venisse seguito l’esempio.
    Saluti.
    patrizia.

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  • repman ha scritto il 3 luglio 2013 alle 16:33

    MARCO.. Va bene che hai una marea di master, pero …. Eh. Va la giot.

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  • marco ha scritto il 3 luglio 2013 alle 16:46

    La mia conoscenza sui rimedi naturali non è scarsa è proprio nulla e così rimarrà. Quando mi si parla di polline, propoli,pappa reale rimango ad ascoltare senza storcere il naso ma quando si parla di pipì mi fermo e vi lascio andare avanti, buon viaggio. Se mi punge un ape aspetto che mi passi prima di pisciarmi addosso, sopporto molto di più il dolore dello schifo. Mio nonno conosceva bene i rimedi naturali perchè non conosceva affatto soldi e farmacie, se avesse potuto avrebbe scelto una bella pomatona antibiotica altro che pipì. Oggi molto facilmente ci dimentichiamo che un tempo non c’era scelta pertanto si usavano i rimedi meno costosi e più a portata di mano. Oggi possiamo scegliere di che morte morire e credo che questo sia l’unica vera conquista per il resto son tutte chiacchiere e mode del momento

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  • NormalMen ha scritto il 3 luglio 2013 alle 18:56

    Oggi possiamo scegliere di che morte morire e credo che questo sia l’unica vera conquista 
    a si?  io penso invece che possiamo scegliere se nutrirci di frasi fatte e senza senso oono se invece cominciare ad avere un po di creatività scegliere come vivere invece che vivere come ci impongono

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  • Greta ha scritto il 4 luglio 2013 alle 16:31

    Crediamo a tutto e a tutti: mi si presentino i risultati di indagini di laboratorio, avvallati da sperimentazioni scientifiche e poi ne riparliamo, forse…

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  • NormalMen ha scritto il 4 luglio 2013 alle 16:58

    non credo che una qualunque casa farmaceutica (e in italia la ricerca non è propriamente autonoma, visti anche i tagli di bilancio) abbia interesse a pubblicare ricerche su qualcosa che non possono vendere.
    Però le proprietà anti infiammatorie dell’urea son conosciute, chiedi al tuo farmacista.
    Sul fatto poi che oggi chiunque le spari grosse son perfettamente d’accordo, proprio ieri ho conosciuto un tipo che crede ai rettiliani, per non parlare della fine del mondo e connessi

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  • repman ha scritto il 4 luglio 2013 alle 19:47

    Basta pensare ai farmaci per l’ HIV.

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  • Infry ha scritto il 4 luglio 2013 alle 20:12

    Chi si sofferma sull’urina ha capito gran poco dell’articolo. Dove si parla di agricoltura, ambiente, economia, società . Ci si sta accapigliando sul nulla

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  • NormalMen ha scritto il 6 luglio 2013 alle 9:16

    Infry ha scritto il 4 luglio 2013 alle 20:12
    Chi si sofferma sull’urina ha capito gran poco dell’articolo. Dove si parla di agricoltura, ambiente, economia, società . Ci si sta accapigliando sul nulla

    eheh magari potessi accapigliarmi, con la palla di bigliardo che mi ritrovo #####

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  • NormalMen ha scritto il 6 luglio 2013 alle 9:19

    però, riflettendo… l’urina di vacca è un componente fondamentale del letame, si può quindi dir che le verdure di cui ci nutriam si nutrono di piscio.. perbacco.

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  • zironi anita ha scritto il 7 luglio 2013 alle 18:46

    e ora arrivo ioooooo….con tutta la cacca che c’è in giro,noi italiani campiamo cent’anni!!!!!!!!scusatemi ma me l’avete tirate fuori…..

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