Rompe le acque alla fermata del bus in corso Giovecca
Un primo pomeriggio tutt'altro che ordinario quello vissuto oggi in via Giovecca, alla fermata dell'autobus di fronte alla Parrocchia Santa Chiara
Un primo pomeriggio tutt'altro che ordinario quello vissuto oggi in via Giovecca, alla fermata dell'autobus di fronte alla Parrocchia Santa Chiara
Hanno trascorso il weekend all'insegna del divertimento ma quando hanno realizzato che, a causa della tarda ora, i servizi di linea non effettuavano più corse, hanno ben pensato di utilizzare un'ambulanza del 118 come taxi per ritornare a casa
Due auto parcheggiate con esposto sul parabrezza lo stesso Cude - Contrassegno Unico Disabili Europeo, documento rilasciato in un'unica copia all'avente diritto. Una circostanza piuttosto anomala e sospetta, che ha portato a scoprire un illecito grave: la contraffazione di un certificato appartenente a una persona con disabilità che, peraltro, risulta attualmente ricoverata in una struttura sanitaria
Un confronto diretto con il territorio e con gli operatori del comparto della pesca e dell’acquacoltura, interessato da una crisi strutturale legata alla proliferazione del granchio blu e ai fenomeni di anossia delle vongole che da tempo incidono su lavoro, imprese e comunità costiere
Si è svolto stamattina (giovedì 15) il sopralluogo congiunto delle istituzioni a Zerbinate, al termine del maxi intervento da oltre un milione di euro di risanamento dell’area inquinata adiacente ai laghetti di via Consorziale
Residenza formalmente dichiarata in Bulgaria. Titolarità di una Srl a Ferrara che tra 2018 e 2019 avrebbe emesso false fatture nei confronti di un’altra srl di Rovigo dedita al confezionamento di capi d’abbigliamento. Una presunta frode da oltre 10 milioni di fatture false per evitare il pagamento dell’Iva.
La Guardia di finanza di Rovigo ha segnalato tre persone alla procura locale e sequestrato – su provvedimento del gip veneto – disponibilità finanziarie, immobiliari, autoveicoli e quote sociali, per un valore di 1.330.107,77 di euro a una società polesana, operante nel settore del commercio del confezionamento di abbigliamento, la quale avrebbe consapevolmente annotato in contabilità e fatto confluire nelle proprie dichiarazioni fiscali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto elementi passivi fittizi documentati da fatture per operazioni inesistenti, emesse da cosiddette societarie “cartiere” con sedi sparse nel Polesine e nel
ferrarese.
Le indagini sono scaturite nel 2020 nei confronti di un uomo iscritto all’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire) e domicilio in Bulgaria. Secondo gli inquirenti la srl ferrarese di cui era titolare e che emetteva le fatture aveva una sede fittizia ed era priva di mezzi, strutture e personale idonei a giustificare l’ingente volume di operazioni commerciali effettuate nei confronti della srl rodigina che, tra l’altro, risultava esserne l’unico cliente.
Gli investigatori hanno poi scoperto il coinvolgimento di altre due imprese rodigine, una delle quali intestata a un soggetto cinese, che avevano emesso fatture per ingenti importi nei confronti della stessa società controllata. Anche tali società per la Gdf erano ‘fittizie’ e avevano omesso di presentare dichiarazioni fiscali.
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