Nuova tegola per Berco, rischia di perdere ordini da John Deere
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Tre patteggiamenti con pena sospesa: due a un anno e sei mesi e una a due anni. È l'accordo - che dovrà essere formalizzato nella prossima udienza - raggiunto ieri (mercoledì 20 maggio) mattina, per i tre giovani finiti a processo davanti al gup
Nessuno come Vasco. Nessun artista italiano vanta un numero così impressionante di formazioni nate con l’unico scopo di replicarne note, sguardi e sfrontatezza. Un fenomeno sociologico, prima ancora che musicale
Il punto della situazione è stato fatto mercoledì mattina (20 maggio) a Cento, il comune del ferrarese tra i più colpiti nel 2012, e che ha ospitato il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, in qualità anche di Commissario straordinario alla Ricostruzione, e dall’assessore con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi
Domenica 24 maggio l’Accademia dei Maestri Artigiani e d’Impresa premierà solennemente 12 imprenditori di eccellenza del territorio
Residenza formalmente dichiarata in Bulgaria. Titolarità di una Srl a Ferrara che tra 2018 e 2019 avrebbe emesso false fatture nei confronti di un’altra srl di Rovigo dedita al confezionamento di capi d’abbigliamento. Una presunta frode da oltre 10 milioni di fatture false per evitare il pagamento dell’Iva.
La Guardia di finanza di Rovigo ha segnalato tre persone alla procura locale e sequestrato – su provvedimento del gip veneto – disponibilità finanziarie, immobiliari, autoveicoli e quote sociali, per un valore di 1.330.107,77 di euro a una società polesana, operante nel settore del commercio del confezionamento di abbigliamento, la quale avrebbe consapevolmente annotato in contabilità e fatto confluire nelle proprie dichiarazioni fiscali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto elementi passivi fittizi documentati da fatture per operazioni inesistenti, emesse da cosiddette societarie “cartiere” con sedi sparse nel Polesine e nel
ferrarese.
Le indagini sono scaturite nel 2020 nei confronti di un uomo iscritto all’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire) e domicilio in Bulgaria. Secondo gli inquirenti la srl ferrarese di cui era titolare e che emetteva le fatture aveva una sede fittizia ed era priva di mezzi, strutture e personale idonei a giustificare l’ingente volume di operazioni commerciali effettuate nei confronti della srl rodigina che, tra l’altro, risultava esserne l’unico cliente.
Gli investigatori hanno poi scoperto il coinvolgimento di altre due imprese rodigine, una delle quali intestata a un soggetto cinese, che avevano emesso fatture per ingenti importi nei confronti della stessa società controllata. Anche tali società per la Gdf erano ‘fittizie’ e avevano omesso di presentare dichiarazioni fiscali.
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