Sab 29 Mag 2010 - 1043 visite
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Appartamenti, negozi, clinica privata al Sant’Anna

Avevano dichiarato che nulla era stato deciso dell’area Sant’Anna. Tagliani, l’assessora all’urbanistica Fusari e la collega alla sanità Sapigni avevano ribadito più volte in consiglio, nelle commissioni ed in circoscrizione, che tutto era da definire, aperto alla partecipazione dei cittadini. Diversi consiglieri Pd avevano negato l’ipotesi che sorgessero abitazioni, tanto meno villette, dentro al Sant’Anna. Solo Tagliani, in campagna elettorale, aveva accennato alla possibilità di una residenza per anziani o di una clinica privata. Ebbene la verità è un’altra. Le idee sul destino dei 15 ettari dell’area Sant’Anna sono tutt’altro che indefinite e la maggioranza ha già fissato i paletti.

Oltre ai servizi socio-sanitari nel vecchio anello e le superfici destinate all’università, saranno realizzati circa 24 mila mq di abitazioni, 4 mila di negozi, uffici e benessere, 27 mila in hotel e clinica privata.

Lo ha proposto il gruppo di lavoro (Comune, Aziende sanitarie, Università, oltre al consulente Pregher, ex sindaco di Cesena) fin dal 2007. A metà 2008 le idee si sono fatte più precise, grazie al tavolo tecnico (Regione, Soprintendenze, Comune, Aziende). Su 101 mila metri quadri di patrimonio edilizio esistente, si è deciso di recuperarne 72 mila, demolirne 29 mila, costruirne ex novo 30 mila, a totale quasi inalterato. I 30 mila mq di nuove costruzioni saranno abitazioni, negozi e uffici. E la giunta dice di non saperne nulla.

Poi arriva l’articolo 11 dell’accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione, firmato da Sateriale a fine 2008, pochi mesi prima delle elezioni, che assegna all’area Sant’Anna, oggetto di riconversione, la destinazione residenziale, commerciale e terziaria, rinviando al nuovo piano particolareggiato (costo 200 mila euro) la modifica dell’attuale utilizzo sanitario. Occorre dunque variare il Prg, senza che la giunta ne sappia nulla!

Su tutta l’area, però, insiste un vincolo del Ministero della Pubblica Istruzione che nel 1952 stabiliva il “divieto di nuova costruzione e modifica di quelle esistenti”. Il Comune si è subito attivato per rimuovere l’ostacolo, naturalmente a sua insaputa, come nel caso Scaiola. Non conosciamo l’esito dell’ inconsapevole iniziativa. Ma nel 2006 è arrivato lo sblocco del Padiglione Oftalmico del 1950, che potrà dunque essere demolito, insieme ai magazzini, alla farmacia ed altri fabbricati. L’obbiettivo monetario è chiaramente dichiarato nel rapporto finale del tavolo tecnico: recuperare 31 milioni di euro per Cona.

Gli appartamenti sorgeranno a ridosso di via Mortara, Corso Giovecca e in nuovi edifici che si affacciano su “corti verdi di ampia dimensione”. Ma non sono villette! Ci saranno un nido interaziendale, chiesto dall’Università, e negozi in via Mortara. Spunterà poi un hotel, mentre le cliniche chirurgiche (12350 mq) si trasformeranno in una bella clinica privata. E Tagliani non ne sa nulla. L’operazione è stimata 157 milioni di euro (utile pari a 34,6 milioni), di cui 64 in appartamenti, 27 in negozi, 16 in uffici-terziario, 30 la clinica, 15 l’albergo e 5 i parcheggi. Ma nessuno sa niente.

Ora è chiaro perché il Sant’Anna chiuderà, unitamente al pronto soccorso, al day hospital e ad altri servizi primari. E la famosa “storta” delle 19.00 dovremo curarla a Cona o nella comoda clinica privata in Giovecca (a pagamento).

Valentino Tavolazzi, consigliere comunale Ppf/M5*

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