Mar 13 Mag 2014 - 828 visite
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Fiorentini: “Con legalizzazioni si aiuterebbe zona Gad”

E alla fine dell'incontro distribuisce semi di canapa

Leonardo FiorentiniLeonardo Fiorentini, candidato indipendente con Sel per il consiglio comunale indica una via anche ridurre i problemi legati allo spaccio in zona Gad: legalizzare la cannabis e suoi derivati.

“Se venissero a mancare gli acquirenti perché questi si trasferirebbero nei cannabis social club o nei coffee shop verrebbe meno tutto il mercato illegale di cui si lamentano oggi i cittadini in zona Gad”, ragiona Fiorentini in piazza San Nicolò durante la sua iniziativa elettorale in compagnia del deputato di Sel e storico antiproibizionista Daniele Farina. Un’affermazione che fa solo da riferimento locale a quello che per Fiorentini – direttore della storica rivista antiproibizionista Fuoriluogo – è un problema nazionale di grandi proporzioni dai grandi costi, non solo economici: “Il 40% dei detenuti  è in carcere per la violazione di un articolo di una legge, la Fini-Giovanardi, la cui portata è stata per fortuna ridimensionata dalla sentenza della Corte Costituzionale che almeno ha reintrodotto una ragionevolezza nelle proporzioni delle pene”. E proprio a quella legge e al recente decreto Lorenzin che vanno gli attacchi più pesanti di Fiorentini: “Ha tarpato le ali alla sperimentazione delle amministrazioni locali e messo al bando le politiche di riduzione del danno. Ha impedito l’apertura dei cannabis social club dei coffee shop che potrebbero invece risolvere molti problemi, anche legati alla sicurezza per i consumatori e non consumatori. Oggi – continua Fiorentini – parliamo del decreto Lorenzin ancora con Giovanardi mentre nel mondo si va nella direzione opposta, dal Portogallo all’Uruguay passando per una delle potenze capofila della war on drugs: gli Usa, dove molti stati stanno approvando leggi più permissive anche per l’uso ricreativo della cannabis”. Secondo Fiorentini la legalizzazione della cannabis vale 1 punto percentuale di Pil: “Risorse che potrebbero essere liberate per il reddito minimo garantito, per la sanità e per liberare il personale e i mezzi impegnati a reprimere il nulla, con la polizia che oggi va nelle scuole a fare i controlli agli studenti per trovare, quando va bene, 10 grammi di sostanza che condizioneranno la vita di quei ragazzini. Si tratta – conclude – di cambiare la forma mentis”.

Fiorentini-FarinaAnche Farina si scaglia contro le politiche italiane sulle droghe ma guarda al futuro con sguardo positivo: “In questi ultimi 20 anni di repressione – afferma – le organizzazione del narcotraffico sono diventate un colosso che si è intrufolato poi ovunque, questo è stato un grande fallimento. L’inganno della repressione sta venendo al termine – osserva con speranza -. L’onda che viene dall’Atlantico sta arrivando piano piano anche in Italia”. Accuse forti al ministro Beatrice Lorenzin che avrebbe “tentato manovre truffaldine per reintrodurre la Fini-Giovanardi con l’introduzione delle tabelle mentre sarebbe meglio dire che le sostanze non sono tutte uguali e che vanno differenziate a seconda della loro pericolosità anche a livello penale”. Per il deputato di Sel una normativa più permissiva – oltre che infliggere un duro colpo al narcotraffico – permetterebbe anche di trovare risorse utili per affrontare la crisi fiscale dello Stato e parla di svariati miliardi di euro che verrebbero liberati secondo alcuni studi accademici. Ma il Parlamento dovrebbe giocare anche sul piano dei diritti come quello della “libera coltivazione di alcune piante”.

Farina, per il quale “in questa materia c’è molta ignoranza tra i politici”, ricorda infine come da luglio sia in campo un disegno di legge ordinaria per cambiare la legislazione in materia: “Alla Camera – afferma – c’è una maggioranza disponibile a concordare su un testo più evoluto, anche se le vere difficoltà sono al Senato. È una questione di tempo – conclude – anche se il tempo costa”.

Alla fine dell’incontro, come promesso, Fiorentini ha distribuito dei pacchetti con dei semi di canapa avvertendo gli spettatori di un particolare che suona un po’ paradossale: “È legale tenerli, ma non si possono coltivare e far germogliare”.

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