8 Agosto 2011
Sessanta pazienti saranno sottoposti a trattamento della Ccsvi

Metodo Zamboni, Pisa apre la sperimentazione

di Redazione | 2 min

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Il prossimo 16 agosto sarà ufficialmente aperto a Pisa lo studio sperimentale, in aperto, prospettico, longitudinale, randomizzato, per la diagnosi e la terapia della insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (acronimo anglosassone CCSVI) in pazienti affetti da sclerosi multipla. Dopo che un chirurgo italiano, il professor Paolo Zamboni, di Ferrara, ha ipotizzato una correlazione tra CCSVI e sclerosi multipla, numerosi pazienti, ritenendo l’eliminazione della CCSVI fondamentale per il miglioramento delle loro condizioni di disabilità, hanno cercato una struttura sanitaria in grado di offrire loro un trattamento. Perciò molti si sono rivolti a ospedali privati del territorio nazionale o si sono recati all’estero (soprattutto nell’Europa orientale) per sottoporsi a un trattamento che consiste, generalmente, in una angioplastica percutanea con palloncino. In Italia, come in altri paesi, si è acceso un dibattito tra sostenitori e detrattori della teoria di Zamboni.

Lo studio pisano si colloca all’interno di un progetto regionale di più ampio respiro che muove dalle stesse considerazioni e che si pone le stesse finalità. L’AOUP, con un suo gruppo di professionisti, ha deciso di progettare uno studio – rispondente alle recenti direttive impartite dal Consiglio Superiore di Sanità – con lo scopo di dare una risposta adeguata alla pressanti richieste in un ambiente pubblico, sicuro e senza oneri economici per i pazienti.

Altri progetti analoghi sono in fase di attuazione sul territorio nazionale: analizzando attentamente i risultati potremo valutare quali benefici si ottengono trattando la CCSVI nei paziente con sclerosi multipla. Presso la SOD di Neurologia Ambulatoriale di Cisanello sarà attivo, dal prossimo 16 agosto, un numero di telefono (050/995479 oppure 050/996767 – anche fax -, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13) per prenotare la visita che precede l’arruolamento nello studio.

Sessanta è il numero totale di pazienti che entreranno a far parte dello studio, articolato in due fasi: metà di essi verrà sottoposta a trattamento della CCSVI nella prima fase; l’altra metà sarà individuata per il trattamento nella seconda fase.

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