Gio 12 Set 2019 - 585 visite
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Costruzioni anti sisma, Ferrara fa scuola nella ricerca e innovazione

La Regione finanzia sei progetti per 3,7 milioni realizzati dalle Università di Ferrara, Bologna e Parma, Assorestauro e Clust-ER Build

L’Università di Ferrara esporta ricerca e innovazione nel settore delle costruzioni e del restauro, ma non solo. L’ateneo estense entra infatti a far parte di Innova Chm – Innovation in Construction and Cultural Heritage Management, il nome unificatore di sei progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna grazie al lavoro di Clust-ER Build e Assorestauro che hanno collaborato con diverse realtà del territorio emiliano-romagnolo come appunto Unife, oltre alle Università di Bologna e Parma.

Un investimento complessivo di 3,7 milioni di euro, sostenuto con risorse europee Por Fesr 2014-2020, per contribuire a sei progetti che intendono sviluppare nuove proposte nel settore dell’architettura e del restauro con uno sguardo verso l’innovazione, l’internazionalizzazione e la formazione.

Nello specifico, il laboratorio Teknehub collabora a Timesafe che studia le tecnologie integrate e innovative a limitato impatto e invasività per il miglioramento sismico degli edifici senza interruzione d’uso. Il costo complessivo del progetto, coordinato da Ciri Ec dell’Università di Bologna, è di un milione 117mila euro di cui 799.375 euro è il contributo regionale.

Teknehub e Unife coordinano inoltre Inspire che punta a implementare l’architettura di un sistema di diagnostica predittiva, attraverso una rete di sensori wireless, per il monitoraggio dello stato di conservazione di materiali, componenti e sistemi del patrimonio costruito esistente che, in normali condizioni di esercizio, volge al termine della vita utile. Il contributo della Regione è per un totale di 799.902,13 euro.

A questi si aggiungono i progetti Re-Usa e Med-Art di Assorestauro per la promozione internazionale negli Stati Uniti e in Israele, Mimesis di CertiMac per sviluppare  “Materiali smart, sensorizzati e sostenibili per il costruito storico”, Ebim per supportare l’innovazione nell’implementazione, condivisione e fruizione di modelli 3D del patrimonio costruito esistente e la Summer School After Damage.

Si tratta di un progetto di alta formazione triennale promosso dall’Università di Ferrara, Parma e Modena per la formazione di esperti internazionali, tecnici e policy maker, sulla riduzione e gestione del rischio correlato agli impatti di eventi catastrofici naturali e provocati dall’uomo sul patrimonio culturale.

A partire dall’esperienza maturata in Emilia a seguito del sisma del 2012, il progetto è attuato in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna e le Province di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, l’Ibacn, l’Agenzia per la Ricostruzione – Sisma 2012 e in partenariato internazionale di enti e associazioni di ricerca e di alta formazione con sede in Turchia, Slovenia, India, Brasile, Spagna, Equador e Cina. Il progetto sarà finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per un contributo complessivo di 350mila euro.

Le iniziative sono state presentate mercoledì a Bologna dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, da Alessandro Zanini, presidente Assorestauro e Marcello Balzani, presidente Clust-ER Build Emilia-Romagna. Nei prossimi giorni troveranno spazio anche nella programmazione scientifica dei lavori della XXVI edizione del Salone internazionale del Restauro che si terrà a Ferrara, dal 18 al 20 settembre, assieme a RemTech Expo.

“Questi progetti – sostiene l’assessore Palma Costi – dimostrano come si possano potenziare competitività e valore anche nelle costruzioni, che come tutti i settori ha bisogno di innovazioni in grado di introdurre nuove tecnologie e conoscenze. La Regione, con i progetti finanziati, vuole sostenere concretamente questa trasformazione. La sicurezza sismica, la diagnostica predittiva, le tecnologie smart, la creazione di prototipi in 3D, sono il frutto di buone pratiche e modelli operativi di innovazione che daranno nuovo slancio al settore. E questa missione l’abbiamo affidata al Build Cluster edilizia e costruzioni che si occupa di sviluppare attività di ricerca collaborativa e trasferimento tecnologico mettendo assieme laboratori di ricerca pubblici e privati, centri per l’innovazione, operatori della formazione e soprattutto tante imprese. Un processo e una modalità collaborativi per potenziare ricerca e innovazione che ci aiutino a continuare a competere a livello europeo e internazionale e che sono rafforzati anche nell’esperienza di ricostruzione post sisma”.

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