Sab 10 Ago 2019 - 1293 visite
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Crisi di governo. Le reazioni. Marattin: “Salvini buffone, spiega le tangenti in Russia”

Da Cestari e Tomasi (Lega) sostengo al ‘Capitano’. Boldrini (Pd): “Da 26 anni vive sulle spalle degli italiani”

(foto di Alessandro Castaldi)

Poche e quasi unidirezionali. Sono le reazioni dei politici ferraresi al colpo di mano di Salvini. In attesa degli sviluppi della crisi di governo causata dalla Lega, arriva il sostegno dei deputati del Carroccio.

Emanuele Cestari si limita a un laconico “Avanti tutta Matteo! Pronti e al tuo fianco!”. Più articolata Maura Tomasi, che assicura che non ci sarà “nessuna richiesta di poltrone, nessun rimpasto di governo come nella prima repubblica. C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5Stelle ci sono visioni differenti”.

E il voto sulla Tav “ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione. L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni”.

Dai Cinque Stelle si alza la voce del sottosegretario alla giustizia Vittorio Ferraesi, che Vittorio Ferraresi che sottolinea i valori di “serietà, trasparenza, responsabilità”. “Credo che tutti i cittadini – afferma – dovrebbero ascoltare, fino alla fine, e condividere, le parole pronunciate ieri sera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte”.

Dall’altra parte dello schieramento la senatrice del Pd Paola Boldrini rispedisce al mittente le accuse del vicepremier di “alzare il c… e andare a lavorare”: “Sappia il fenomeno che noi a lavorare ci siamo sempre andati anche quando lui era in spiaggia”. Per la senatrice “sentirmi dire da uno che da 26 anni vive sulle spalle degli italiani e fa solo campagna elettorale e non si presenta mai nelle istituzioni, vedi quando era europarlamentare, e ora non va agli incontri con gli altri ministri, mi fa uscire di testa.
Peggio, ma molto peggio, quando dice che vuole avere ‘pieni poteri’”.

Di qui l’invito: “Venga invece in Senato a spiegare perché Savoini va e viene dalla Russia e dove ha messo i 49 milioni. Abbia il coraggio! Ma certo è meglio il Papeete”.

Ben più duro il deputato dem Luigi Marattin, che ricorda a Salvini di essere stato “due settimane in spiaggia a fare il buffone e hai pure la faccia tosta di dire a noi che dobbiamo “muovere il culo” e lavorare? Tu che non hai mai lavorato un giorno in vita tua? Tu che sei in politica da 26 anni e sei stato capace solo di far chiacchiere? Stai a sentire: ci vediamo in campagna elettorale. Da lì non potrai scappare come hai fatto dal parlamento quando ti chiedevamo di spiegarci come mai un tuo collaboratore andava in Russia a chiedere tangenti”.

E l’epiteto di buffone riferito al ministro dell’Interno piace particolarmente a Marattin, che lo riprende in un post successivo: “Non vedo l’ora di accontentare quel buffone di Salvini e andare a votare. Non vedo l’ora di dire agli italiani che il futuro che abbiamo sempre sognato per noi e per la nostra famiglia non sta né nel nostro passato, né in questi 14 mesi di incubo che abbiamo vissuto in mano a cialtroni che non meritavano neanche di amministrare un condominio”.

Fuori dal parlamento sono poche le reazioni. Quasi nulle da parte di Lega e M5S. Nel Pd si registra Paolo Calvano: “Che gliene frega alla Lega se a causa delle loro politiche lo spread sale e le famiglie e le imprese soffrono, tanto loro hanno le ricette giuste. Se un’azienda va in crisi come è successo a Sassuolo loro invitano gli operai ad andare a lavorare in Russia. Se il loro potere d’acquisto personale si abbassa, fanno una bella delibera di Giunta in cui si alzano gli stipendi del 10%, come successo a Ferrara l’altro giorno. Questa è la Lega quando si appropria del potere”.

In Regione Emilia-Romagna – ricorda il segretario regionale del Pd -, quattro anni e mezzo fa quando il centrosinistra ha vinto le elezioni, ci siamo ridotti subito gli stipendi e abbiamo fatto immediatamente il Patto per il lavoro per affrontare le crisi aziendali e rilanciare l’economia”.

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