Sab 13 Lug 2019 - 458 visite
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Fabbri e Legambiente sempre più distanti: “Da lui mai adeguata attenzione per l’ambiente”

Il circolo del Delta replica alle dichiarazioni del sindaco e presidente del Parco: "Gli spazi di partecipazione e confronto previsti non sono mai stati all'altezza di chi voglia dirsi e dimostrarsi veramente democratico"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. “Pensiamo che Marco Fabbri, come sindaco e come presidente del Parco, non abbia mai veramente posto la adeguata attenzione all’ambiente, al paesaggio, alla biodiversità, che un territorio come il nostro merita”. È in sintesi il pensiero del circolo Delta del Po di Legambiente, rafforzato ancor di più dopo le recenti dichiarazioni di Fabbri sul Jova Beach Party, nonché dopo quelle direttamente riferite all’associazione ambientalista comacchiese.

“È anche per questo che gli spazi di reale collaborazione non si sono creati, e che piuttosto che fare da foglia di fico rispetto a molte scelte sbagliate, è ovviamente giusto che ciascuno operi assumendosi le proprie responsabilità. Gli spazi di partecipazione e confronto previsti non sono mai stati all’altezza di chi voglia dirsi e dimostrarsi veramente democratico. Per arrivare poi alle espressioni usate nei confronti dei non allineati in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, che dire, sono allucinanti ed illuminanti: ci danno la misura dello spessore del personaggio e nel contempo ci preoccupano”.

Una replica dura quella di Legambiente a chi, nell’occasione sopra citata, ha riportato la memoria al 2012 ricordando come a Legambiente il neoeletto Fabbri offrì allora la possibilità di esprimere l’assessore all’ambiente e all’urbanistica: “Si tirarono indietro preferendo restare tra quei pochi che parlano a vanvera”.

Oggi Legambiente illustra il contesto in cui si è tentato in questi anni di instaurare dialoghi e confronti, elencando anche tutte le scelte sbagliate che hanno allontanato le due parti e alimentato una continua contestazione dell’amministratore Fabbri: “Ricordiamo le decine e decine di ettari di costa oggi ancora liberi, ma destinati a nuovi villaggi turistici, zone commerciali, fantomatici hotel (Ottavo Lido), il sostegno al progetto sfregia paesaggio e salute della Fabbrica delle Polveri (ex-Cercom), la progettata discarica in zona ex Zuccherificio, a 500 metri dal centro storico, i tratti di arenile naturali (alcuni anche in zona Parco) destinati incredibilmente a stabilmenti balneari al di fuori delle aree previste.

E ancora, “le spiagge naturali lasciate alla mercè del turismo senza nessuna precauzione, i parcheggi in zone dove invece andrebbe incentivata la espansione di habitat, per arrivare alla pessima gestione della zona di nidificazione e vita del Fratino e delle retrostanti dune di Lido degli Estensi, che da anni si chiedeva di tutelare (richiesta fatta al Comune, alla Provincia, al Parco, alla Regione) ma con nulli risultati”

“Addirittura – aggiunge Legambiente – in quell’area il Comune ha permesso il permanere delle operazioni e macchinari per la pulizia spiaggia, il permanere di una colonia felina, e persino per un certo tempo la istituzione di un’area per cani in spiaggia: una vera pacchia per l’avifauna a rischio di estinzione”.

E sul Jova Beach Party infine, “non abbiamo mai espresso la contrarietà al suo svolgimento, ma suggerito locazioni alternative non impattanti con l’avifauna. Nella sua dichiarazione Fabbri cita Greta Thunberg: crediamo possa essere un fenomeno importante, a patto di non trasformarla in un feticcio o peggio ancora in un gadget. Di questi tempi siamo tutti Greta, come si dice a Comacchio ‘fino alle undici e tre quarti’. Eventi come questo portano migliaia di persone consumare cibo, bevande e territorio, e così fatti non servono a risvegliare nessuna coscienza ambientale, a partire proprio da quelle dei nostri amministratori”.

 

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