Gio 11 Lug 2019 - 1045 visite
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L’archeologia tra Italia e Croazia rivive in ‘Value’, Comacchio guida il progetto europeo

Prestigioso traguardo per il Comune lagunare, capofila del progetto di valorizzazione del patrimonio culturale-archeologico del distretto italo croato

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Prestigioso traguardo per il Comune di Comacchio che guida da capofila il progetto “Value – Environmental and cultural Heritage development”, finanziato dal programma ‘Interreg Italia-Croazia’ e risultato di un lavoro a più mani che coinvolge le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, il Parco Regionale Veneto, Delta2000 e le città croate di Kastela, Korcula e Cres, quest’ultima già legata da un patto di gemellaggio con la cittadina lagunare.

L’ambizioso lavoro dei partner si concentrerà fino al 2021 sull’obiettivo di strutturare e consolidare distretti culturali in grado di valorizzare il patrimonio esistente dei territori coinvolti, con il contributo degli enti che operano quotidianamente in ambito culturale e scientifico nell’arco alto-adriatico, da Comacchio alle isole dell’Istria passando per i siti del basso veneto e del Polesine.

Riflettori puntati in particolar modo sulla ‘risorsa’ archeologia, con azioni pilota destinati a quattro siti ricompresi nel territorio del Mab Unesco del Delta del Po: sarà Comacchio ad assorbire 900 mila euro dei 3,2 milioni messi sul tavolo, impiegati per realizzare un parco archeologico all’aria aperta in cui rivivranno due tipiche abitazioni dell’antica città di Spina, inserite nel contesto vallivo e modellate in base ai dati di scavo, e per la digitalizzazione dell’antico archivio storico di Pomposa di Codigoro. Nei siti croati saranno invece tre gli interventi finalizzati al recupero e alla valorizzazione dei complessi insediativi delle tre città coinvolte.

“Progetti nel progetto che lasceranno il segno e lavoreranno per favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica” assicurano i promotori, che hanno ottenuto l’attenzione delle università di Venezia, Bologna, Ferrara e Zurigo, oltre che della Soprintendenza archeologica emiliana, che metteranno le loro professionalità a disposizione dei percorsi di ricerca e di formazione che sono parte integrante del progetto complessivo.

“Value è un sogno realizzato – commenta il dirigente del settore Cultura del Comune di Comacchio -, nato dalla convinzione che il successo di un territorio sia legato alla capacità di valorizzare le sue risorse e far si che diventino il fulcro della sua crescita economica e culturale. Le progettualità su cui lavoriamo oggi sono in qualche modo l’eredità di quel dossier che ha presentato la nostra candidatura a Capitale Italiana della Cultura: arricchiti da quell’esperienza affrontiamo con lo stesso entusiasmo questa nuova sfida”.

Proprio l’offerta culturale “procederà sempre più di pari passo con quella legata al balneare, dopo parecchio tempo in cui non è riuscita ad esprimere appieno le sue potenzialità” aggiunge il sindaco Marco Fabbri, fiero di condividere il tavolo con i rappresentanti del parco veneto. “La nostra non è una collaborazione estemporanea ma l’ennesima occasione per progettare insieme e superare le difficoltà di fronte a cui ci ha posto l’impegnativo riconoscimento Mab”.

“Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo – sottolinea Marco Gottardo per il Parco Veneto – con l’auspicio di veder vivere presto un grande laboratorio di sviluppo locale del Delta, pensato in chiave sostenibile come primo passo verso un prodotto turistico integrato tra i territori e attrattivo in ogni stagione”.

Un onere e un onore per Comacchio che, pur senza professionalità interne specializzate in progettualità di respiro europeo, ha strutturato al meglio questa sua ‘prima volta’ alla guida di un programma così corposo, approfondito e lanciato in due giornate di meeting a Lido degli Estensi alla presenza, oltre che dei già citati, di Mauro Conficoni (Delta2000) della soprintendente Cristina Ambrosini, del rappresentante delle città croate Ugo Toic’ e di Monia Castellini che ha presentato le iniziatine formative messe in campo dall’Università di Ferrara.

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