Sab 29 Giu 2019 - 113 visite
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Il Centro per la sicurezza e l’ambiente unisce quattro Comuni

Lo schema di accordo e il protocollo di intesa sono stati siglati da Bondeno, Cento, Terre del Reno e Poggio Renatico

di Serena Vezzani

Terre del Reno. È stato siglato lo schema di accordo e il protocollo d’intesa per il progetto Centro culturale per la sicurezza delle persone e dell’ambiente: un progetto partito dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Ferrara e l’associazione nazionale, e sottoscritto dal Comune di Terre del Reno, di Cento, Bondeno, Poggio Renatico e dal dipartimento di architettura dell’Università di Ferrara.

Una prima formalizzazione e un primo step di una proposta che vuole dare un input a una polarizzazione delle competenze e una multidisciplinarietà trasversale, per promuovere una formazione diffusa sulla corretta gestione delle emergenze, il rischio incendi, ambientali, sulla salute delle persone, la sicurezza degli impianti e delle reti, la sicurezza in casa e al lavoro. Ma, soprattutto, lo schema di accordo continuerà a rimanere aperto a chiunque altro Comune o ente voglia aderire, dichiarano i sindaci Roberto Lodi, Fabrizio Toselli e Daniele Garuti.

L’edificio che ospiterà il nuovo Centro sarebbe stato individuato nel Museo Lamborghini a Dosso (Terre del Reno), per la sua posizione strategica, proprio sulla Statale provinciale 66, asse viario molto utilizzato, in uno snodo tra le tre province di Modena, Ferrara e Bologna, ricche di imprese e soprattutto collocate nel cratere del sisma del 2012. Tuttavia, dichiara il sindaco Lodi, “si stanno tenendo in considerazione anche altre alternative”.

Il progetto sarà “a 360 gradi” sono le parole del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Pietro di Risio, “e s’inserisce anche nei compiti istituzionali del nostro ente, che favorisce da sempre educazione e memoria”:

Gli ambiti di lavoro del Centro comprenderanno infatti prevenzione e mitigazione dei rischi, ma anche esibizione stabile di mezzi, informazioni storiche e tecniche legate ai rischi territoriali e regionali ed esercitazioni ed esperienze simulate: l’accesso sarà fruibile a tutti, soprattutto alle scuole, che potranno essere parte attiva, ma anche ad istituzioni, associazioni, enti, collegi e ordini professionali, associazioni a tutela di persone con disabilità, imprese.

E in questo senso, sarà fondamentale la collaborazione con l’Università di Ferrara attraverso alcuni dei centri di ricerca già attivi: “L’università” sono le parole della docente di architettura Maddalena Coccagna, “ha il compito di partecipare attivamente alla crescita del territorio, e un centro che si fa cassa di risonanza di informazione e formazione è un’opportunità che abbiamo colto”.

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