Mer 26 Giu 2019 - 1111 visite
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Progetto di ricerca coordinato da Unife per ricostruire Notre Dame

"Inception" mira a realizzare un "back up" integrato, interoperabile e utilizzabile delle informazioni sulla cattedrale prima dell’incendio

Ricostruire le parti danneggiate di Notre Dame. Questa la sfida che sta coinvolgendo scienziati e tecnici da tutto il mondo. Un compito reso più difficile  dalla mancanza di un “back up” integrato, interoperabile e utilizzabile delle informazioni sulla cattedrale prima dell’incendio. “Inception”, progetto sviluppato da un consorzio di quattordici partner europei e coordinato dall’Università di Ferrara, mira a realizzare proprio questo.

“Esistono numerosi rilievi e modelli tridimensionali della cattedrale danneggiata – spiega il professor Roberto Di Giulio del Dipartimento di Architettura di Unife, coordinatore della ricerca – ma per renderli utili e utilizzabili dai tecnici servirebbe una piattaforma in grado di consentirne l’accesso e la gestione sulla base di standard comuni e strumenti interoperabili”. Esattamente l’obiettivo di Inception, progetto di ricerca finanziato dalla Comunità europea con 4 milioni di euro e finalizzato a migliorare l’accessibilità e la comprensione del patrimonio culturale europeo mediante una piattaforma interattiva”.

“Inception – continua Di Giulio – mette insieme le più avanzate tecnologie di modellazione tridimensionale e le applicazioni di realtà virtuale e realtà aumentata a oggi disponibili. La sua  tecnologia consente di visitare edifici e siti del patrimonio culturale “navigando” nei modelli tridimensionali, realizzati tramite rilevazioni di precisione millimetrica, che interagiscono con il visitatore fornendogli informazioni e documenti storici derivanti dalle più diverse fonti. Tornando al caso di  Notre Dame, un modello tridimensionale caricato sulla piattaforma Inception secondo gli standard messi a punto nella ricerca, avrebbe potuto fornire i dati geometrici, le immagini tridimensionali e le informazioni storiche delle parti dell’edificio distrutte dall’incendio, e quindi fornire indicazioni utili alla valutazione e programmazione di  strategie, materiali e fasi del nuovo intervento”.

Inception è già stato applicato sperimentalmente a diversi casi dimostrativi in tutta Europa, dall’Istituto degli Innocenti di Firenze a vari castelli spagnoli, ma anche a edifici storici e chiese in Crozia, Cipro, Grecia e Paesi Bassi.

“Il nostro progetto – racconta Di Giulio – è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come uno dei più importanti e innovativi progetti di ricerca nel settore della modellazione 3D dei siti del patrimonio culturale. Nei giorni immediatamente successivi al drammatico evento di Notre Dame, anche la rivista Fortune e il programma Inside Story di Al Jazeera ci hanno contattati per saperne di più sul potenziale coinvolgimento di Inception nell’opera di ricostruzione”.

Roberto Di Giulio

“L’Università di Ferrara – afferma il rettore Unife Giorgio Zauli – presta particolare attenzione al patrimonio culturale e alla sua salvaguardia con tecnologie innovative. L’Ateneo è interlocutore credibile in Europa su alcuni temi nei quali esprime chiara eccellenza e unicità. Tra questi c’è la digitalizzazione dei beni culturali per preservarli e ricostruirli in casi di calamità”.

Per conoscere meglio il progetto: https://it.euronews.com/video/2019/03/04/firenze-nuove-tecnologie-cultura-progetto-europeo-inception-realta-virtuale-aumentata https://www.inception-project.eu/en

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