Mer 19 Giu 2019 - 988 visite
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Infezioni ospedaliere, spesi 370mila euro a Ferrara e 3,8 milioni in Regione

Giulia Gibertoni critica i numeri forniti dalla Regione sulle infezioni correlate all’assistenza negli ospedali. “Rilevazioni, svolte a campione, risalgono al 2016. Serve un monitoraggio più rigoroso”.

Quindici richieste di risarcimento dal 2014 al 2018 tra Azienda Usl e Azienda Ospedaliera di Ferrara e quasi 370mila euro liquidati fino al 2016 ai pazienti che hanno contratto un’infezione ospedaliera. Ma i dati su queste infezioni sono parziali e incompleti, perché, come sottolinea la consigliera regionale Giulia Gibertoni (M5S), “la Regione sembra non affrontare con cognizione di causa il problema visto che ad oggi esiste solo uno studio che risale al 2016 sul numero di infezioni contratte in ambiente ospedaliero, effettuato a campione e con dati nemmeno suddivisi per ospedale”.

E questo nonostante dal 2014 a oggi le infezioni correlate all’assistenza negli ospedali dell’Emilia Romagna siano costate “quasi 4 milioni di risarcimenti riconosciuti ai pazienti” (vedi le tabelle qui sotto).

È questo il commento di Giulia Gibertoni dopo che la Giunta ha risposto a un suo accesso agli atti che cercava di fare chiarezza sulle infezioni nosocomiali anche alla luce di quanto accaduto nei mesi scorsi con la diffusione del batterio killer Chimera, che ha provocato decessi anche nelle nostre strutture sanitarie. Ed è per questa carenza di dati che la stessa consigliera regionale annuncia di voler presentare un ulteriore accesso agli atti “per cercare di fare più luce possibile su questo aspetto che sembra incidere in modo rilevante sull’assistenza sanitaria garantita nei nostri ospedali”.

“Purtroppo i dati che la Regione ci ha fornito sono generici ed incompleti – spiega Giulia Gibertoni – Manca, così come avevo richiesto, un elenco dettagliato delle tipologie delle infezioni oltre a una suddivisione puntale e precisa degli ospedali e delle strutture sanitarie dove si sono registrati i casi. Da ciò che mi è stato fornito dalla Regione emerge che la situazione più critica si è registrata negli ospedali in provincia di Bologna gestiti dall’Ausl, dove su un campione di 259 pazienti in ben 30 casi (pari al 12%) si è riscontrata una infezione correlata all’assistenza (Ica). Percentuale simile a quella dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna (63 su 533) mentre per l’Istituto Ortopedico Rizzoli la percentuale è più bassa, ovvero il 4,4%. Si tratta però, vale la pena ribadirlo, di numeri che risalgono a tre anni fa, ovvero al 2016, e che quindi potrebbero non fotografare nel dettaglio la situazione attuale”.

In base ai dati resi noti dalla Gibertoni, nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara su un campione di 531 pazienti ben 53 hanno contratto un’infezione, pari al 10%. Ma anche in questo caso si tratta di dati che risalgono a tre anni fa.

Sul fronte dei risarcimenti riconosciuti ai pazienti che hanno contratto un’infezione legata al loro soggiorno in ospedale, dal 2014 ad oggi la Regione ha riconosciuto come indennizzo (in esecuzione di un provvedimento giudiziale o in via transattiva) qualcosa come 3,8 milioni di euro, quasi 370mila euro solo a Ferrara. “Credo che l’attenzione si debba spostare dalla produzione delle linee guida, dalle norme e dai regolamenti, all’applicazione pratica di tutti gli accorgimenti che servono per abbattere in maniera più efficace le infezioni ospedaliere. Serve un monitoraggio più rigoroso, per verificare cioè che tutte le misure di sicurezza, siano messe realmente in pratica”, conclude Giulia Gibertoni.

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