Dom 23 Giu 2019 - 2093 visite
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Querele temerarie. l’Osservatorio sulla professione dei giornalisti stigmatizza Naomo Lodi

“Giustizia è fatta? Sì, ma non si può ignorare la pressione psicologica esercitata sui colleghi”

“Giustizia è fatta? Sì, ma… Ma non si può ignorare la pressione psicologica che le querele temerarie esercitano sui colleghi, soprattutto su quelli meno tutelati e che rischiano di più”. A parlare è l’Osservatorio regionale sulla professione dei giornalisti, che interviene sulla querela intentata, e persa, da Nicola ‘Naomo’ Lodi contro Estense.com.

L’Osservatorio si era occupato lo scorso febbraio della vicenda, stigmatizzando il comportamento del segretario comunale della Lega – che chiedeva qualcosa come 100mila euro alla testata, ‘rea’ di aver raccontato dei fatti – e criticando le “battaglie legali che rischiano di limitare la libertà di stampa”.

Ora, a processo concluso, l’Osservatorio punta il dito contro il fenomeno delle “querele temerarie, e in particolare del caso Estense.com di Ferrara”.

“Come è andata a finire? Esattamente nell’unico modo possibile – commenta Emilia Vitulano, responsabile dell’Osservatorio sulla professione Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna -: la querela è stata archiviata. Il giudice per le indagini preliminari Danilo Russo la scorsa settimana ha accolto la richiesta di archiviazione che era già stata formulata dal pm Stefano Longhi, e alla quale si era opposto il segretario comunale della Lega, Nicola Lodi”.

L’organismo di tutela della libertà di stampa rileva come anche secondo il giudice l’autore degli articoli contestati, il direttore di Estense.com Marco Zavagli, si è “limitato a riportare il contenuto della lettera pervenuta alla redazione, specificando che si trattava della versione dei fatti offerta da quest’ultima e senza presentarla come vera (non a caso, nel secondo articolo di cui si discute, Zavagli dà atto della smentita di Lodi nonché dell’ulteriore testimonianza sull’accaduto, aderente alla prima)”.

In conclusione, l’Osservatorio ricorda che il dossier 2018 di Reporters sans frontieres colloca l’Italia al 46esimo posto nel mondo come libertà di stampa: “libertà minacciata non dalla faziosità dei giornalisti, come una narrazione quella sì faziosa vuol far credere, ma dalle minacce, intimidazioni e querele che la categoria subisce”.

Emilia Vitulano ribadisce anche l’auspicio che “le oberate aule di tribunale non vengano ulteriormente intasate da cause campate in aria. Con Estense.com l’Osservatorio condivide la soddisfazione per l’archiviazione sperando che possa servire a riportare il confronto sul terreno naturale”.

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