Lun 10 Giu 2019 - 2346 visite
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La Lega festeggia coprendo lo striscione di Giulio Regeni

Qualche caduta di stile da parte dei sostenitori di Fabbri in una notte di festeggiamenti per la storica vittoria

Forse non il modo più signorile di festeggiare la vittoria, quello scelto da alcuni militanti della Lega. Poco prima dell’arrivo del nuovo sindaco Alan Fabbri, un piccolo gruppo di suoi sostenitori ha appeso la bandiera della Lega sullo scalone municipale, scegliendo di farlo coprendo lo striscione dedicato a Giulio Regeni, il ragazzo ucciso nel febbraio 2016 in Egitto e per il quale la famiglia lotta per ottenere verità e giustizia, affiancata da Amnesty International. Sui social network – Facebook e Twitter in particolare – non sono mancate le polemiche per questo gesto, francamente evitabile.

Per la cronaca non è stato l’unica scivolata, durante la notte di festa per il risultato storico ottenuto dopo 73 di dominio del centrosinistra in città alcuni intensi momenti di tensione si sono verificati tra vittoriosi e vinti, o addirittura tra vittoriosi e vicini di casa.

Poco dopo la mezzanotte infatti un’inquilina del palazzo dove ha sede la Lega si affaccia e chiede bruscamente ai presenti di non esagerare col rumore: dopo aver ricevuto fischi e risate in risposta chiama una pattuglia dei carabinieri, che passa qualche minuto dopo invitando a maggior quiete. Una ventina di minuti dopo una ragazza che passa in bicicletta esprime un commento dispregiativo sui militanti della Lega: “Siete disumani”, e diventa subito bersaglio di un’ondata di fischi e insulti. A gettare altra benzina sul fuoco ci si mette però anche il segretario comunale della Lega Nicola Lodi, che si presenta di fronte alla ragazza sventolando la maglietta “effetto Naomo”, richiamando ancora più fischi sulla contestatrice.

E, infine, di nuovo in Municipio, dove era allestita la sala stampa, mentre il candidato perdente Aldo Modonesi si trovava nell’atrio per un’intervista con Rai News, è arrivato un militante leghista a mettergli dietro le spalle la bandiera della Lega, creando un piccolo parapiglia generale, sventato dal buon senso di uno sportivo Matteo Fornasini, rieletto consigliere con Forza Italia.

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