Mar 21 Mag 2019 - 674 visite
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I sindacati ai candidati: “Facciano più politica e meno propaganda”

Cgil, Cisl e Uil rispondono alle polemiche sollevate dal sindaco di Lagosanto in tema di salute

di Simone Pesci

“Più politica e meno propaganda”. Massimo Zanirato, segretario generale di Uil Ferrara affiancato dai pari ruolo di Cgil e Cisl Cristiano Zagatti e Bruna Barberis, risponde alle accuse mosse ai sindacati dal sindaco di Lagosanto Maria Teresa Romanini, che aveva puntato il dito contro le organizzazioni che secondo lei “ignorano i problemi del territorio”.

Anche a Lagosanto, come in altri Comuni, il 26 maggio si terranno le amministrative, e Zanirato lo fa notare, pur non nominandola mai direttamente: “Non credo che la sanità sia terreno di scontro per fare campagna elettorale, che si deve fare su programmi concreti, dicendo verità, conoscendo meccanismi e regole su cui si fanno le scelte, in questo caso politiche sanitarie e sociali”.

“I sindaci sono coloro che all’interno della Conferenza Socio Sanitaria Territoriale hanno gli strumenti per la gestione delle risorse affidate dalla Regione, e nel 2013 hanno condiviso, quasi all’unanimità, il progetto che prevede la centralità dell’ospedale di Cona nella riorganizzazione della sanità provinciale” dice fermamente il sindacalista, convinto che “da quel progetto non si può tornare indietro, ma deve essere sostanziato per garantire le cure per qualsiasi cittadino, da Cento a Mesola”.

Zanirato si rivolge anche ai candidati sindaco: “Si sono sentite tante fesserie, come quella di aprire pronti soccorsi, come all’ex Sant’Anna, dove dietro non c’è strumentazione adeguata. Se si gioca con la salute delle persone, quel senso di prendere due voti in più non esiste più”.

“Non serviva la palla di vetro per capire che la sanità sarebbe stata usata per cercare consenso” rincara Zagatti, ma ciò “non sta facendo il bene della sanità provinciale”. “E non corrisponde realtà nemmeno ciò che si sta raccontando su come le organizzazioni sindacali possono agire all’interno della sanità provinciale” ribadisce il segretario della Cgil, che sottolinea semplicemente come “la discussione che si sta alimentando dai candidati sindaci non sia comprensibile in funzione delle regole del gioco”. “Noi non siamo un soggetto della Csst, abbiamo solamente chiesto un regolamento per poter dare un contributo” spiega ancora.

“Ci sarebbe piaciuto ascoltare da qualche sindaco qualche riflessione anche sul decreto legge arti.11 del 30 aprile 2019 che prevede per le aziende sanitarie un tesso di spesa per il personale in linea col 2018, è un punto preoccupante: si arriverà a dire che non si può assumere perché il decreto legge dice questo?” conclude Zagatti.

Una bacchettata arriva anche da Barberis: “Quando si parla di sanità, in Emilia Romagna, si parla di un modello dove c’è il cittadino al centro e tutto il sistema ruota attorno. La responsabilità di un sindaco è vedere quel modello a livello provinciale, partendo da ciò che esiste, dalle case della salute, dagli ospedali e dai punti di eccellenza. E noi sentiamo il bisogno di essere i primi a confrontarsi: non siamo controparti, siamo coloro i quali sentono il bisogno di rappresentare i bisogni della collettività”. 

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