Mar 21 Mag 2019 - 1724 visite
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Il cantiere restituisce al Duomo elementi medioevali

Scoperti l'antico pilastro e il capitello ma la riapertura slitta. Zanella: "Non sarà a settembre 2019 ma se tutto va bene si potrebbe pensare di fare delle visite al cantiere"

di Simone Pesci

Entrare dentro il Duomo e scoprire i banchi e i lampadari impacchettati, le opere d’arte ingabbiate fa un certo effetto. Ma a star fuori ci si dovrà fare ancora di più l’abitudine, perché le porte della Cattedrale di Ferrara resteranno aperte solo per le maestranze per diversi mesi ancora.

Il cantiere conoscitivo in corso, infatti, farà slittare i tempi di riapertura del Duomo “che non sarà a settembre 2019” riferisce don Stefano Zanella, direttore dell’Ufficio Tecnico Amministrativo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio affiancato dall’architetto Irene Rossi. Ancora prematuro fare delle previsioni, ma il motivo è presto spiegato. Al momento, difatti, si sta procedendo a fare indagini sugli otto pilastri portanti, che saranno ‘svestiti’ per permettere ai tecnici di fare delle indagini storiche sull’edificio, e dai primi due “abbiamo visto due progettazioni differenti, ciò prolungherà i tempi”.

E se due già ‘aperti’ hanno mostrato delle condizioni differenti, non è da escludere che sarà così “per otto pilastri su otto”. Se il puntello in fase di installazione – “deve raggiungere la quota delle volte, ma è un presidio di sicurezza che speriamo sia inutile” – e i punti di monitoraggio per vedere le vibrazioni della Cattedrale, riveleranno che non ci sono problemi si potrebbe però “pensare di compartimentare la chiesa, in modo da aprire certe zone a lavori in corso” continua il tecnico diocesano, che caldeggia questa ipotesi, insieme a quelle di vere e proprie visite al cantiere, per far sì che si colmi l’attuale distanza con il mondo esterno rappresentata “dalla porta chiusa e la facciata coperta”.

Man mano che si lavora, il Duomo si conferma uno scrigno contente dei tesori nascosti. Ispezionando un pilastro, infatti, “è stato trovato il capitello e il pilastro originale medievale” dice entusiasta Zanella. Una splendida scoperta, che dall’altro lato potrebbe però contribuire allo slittamento della riapertura della chiesa: “Nessuno – ribadisce il tecnico – ha mai aperto questi pilastri. Stiamo facendo più storia che architettura, e ciò ha dei tempi più lunghi”. Anche sulla facciata persistono i ponteggi, dovuti “alla situazione drastica del protiro, che ha bisogno di restauro”.

La speranza della Diocesi è che presto si possa muovere qualcosa con i 7,7 milioni di euro messi a disposizione dal Mibac: “Noi – spiega Zanella – non siamo più la stazione appaltante. Ma da parte delle istituzioni c’è un’attenzione viva e rapida per il campanile, il protiro e la facciata. La speranza è che per primo parta il cantiere del campanile, poi la facciata mentre il protiro potrebbe essere l’ultima parte a essere scoperta. Ci stiamo attivando per far sì che nel giro di due anni si vedano i primi interventi su campanile e facciata”. 

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