Ven 17 Mag 2019 - 250 visite
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Meno burocrazia e tagli alla politica: Fochi in corsa alle europee col M5S

Gli obiettivi del consigliere comunale uscente in lizza nella Circoscrizione Nord-Est. Per Ferrara promette di "portare l'accesso ai fondi europei"

di Simone Pesci

Il parterre di ferraresi in lizza per le prossime europee contempla anche Claudio Fochi, candidato per la Circoscrizione Nord-Est. Il consigliere comunale uscente si presenterà alle urne con il Movimento 5 Stelle il prossimo 26 maggio, con il motto “continuare X cambiare, anche in Europa”.

Il concetto di cambiamento è intrinseco nel corposo programma europeo del M5S, il cui primo obiettivo è “portare avanti la democrazia partecipativa, promuovendo un referendum europeo che al momento non esiste” esordisce Fochi. Quella che ha in mente il Movimento, è un’Europa con “meno burocrazia, attualmente pesante” e nella quale “bisogna cercare di coinvolgere i cittadini” prosegue il candidato.

Nelle proposte illustrate da Fochi, c’è anche quella di “bilanciare e introdurre una democrazia di stampo bicamerale”, se è vero che “il Parlamento europeo attualmente non ha potere legislativo”. Un Parlamento che dovrà avere una sola sede: “Bisogna ridurre i costi, si spendono 200 milioni di euro solo per spostare le sedute parlamentari a Strasburgo. E ridurre gli stipendi dei parlamentari europei, oggi di circa 16-17mila euro al mese”. E sulla scia di quanto fatto in Italia, “bisogna togliere i finanziamenti ai partiti: in Europa ci sono finanziamenti ingenti anche ad agenzie esterne”.

Se Fochi dovesse arrivare a sedersi fra i banchi europei – attualmente è il sesto in lista nella sua Circoscrizione di riferimento -, per Ferrara promette di portare “l’accesso ai fondi europei per gli investimenti”, e di continuare a lavorare “sulla questione ambientale”.

Detto ciò, il pentastellato torna sul concetto di cambiamento: “Bisogna cambiare la politica finanziaria dell’Europa, derogare su vincoli di bilancio imposi su istruzione, sicurezza, sanità, infrastrutture. Se si potesse fare questo, gli Stati avrebbero molti più finanziamenti anche dal governo centrale. La politica finanziaria europea è fallimentare: proponiamo di rivedere sia le competenze della Bce, sia i vari trattati che hanno strozzato l’economia di Stati come Italia, Grecia e Spagna”.

E se “ci sono 100 milioni di europei vicini alla soglia di povertà”, l’idea è quella di “introdurre un salario minimo europeo, declinato per i vari Stati sopra il livello di sfruttamento”. Alleanze? Fochi non ha dubbi sul fatto che non seguirà la strada di “Salvini vuole allearsi con partiti sovranisti”. 

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