Mar 14 Mag 2019 - 424 visite
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Volontariato Accogliente, 24 progetti per 24 famiglie

Agire Sociale traccia il bilancio del progetto di assistenza gratuita per nuclei in difficoltà prestato da 47 volontari

di Clelia Antolini

“Questa scrivania sembra la scrivania di un direttore… Eccomi, sono il preside della scuola e tu sei l’alunna!”, uno dei simpatici aneddoti che, sulla pagina Facebook di Volontariato Accogliente Ferrara, raccontano l’esperienza dei volontari con i bimbi delle famiglie assistite. Si tirano le fila di un 2018 colmo di iniziative e risultati per Agire Sociale, che presenta i dati riguardanti il progetto di comunità Volontariato Accogliente.

Ventiquattro nuclei familiari hanno beneficiato dell’assistenza gratuita di 47 volontari, tramite accordi personalizzati che potessero agevolare le situazioni più complesse, spesso mamme, single, ma anche famiglie di nazionalità straniera o italiana, con difficoltà nella conciliazione tra orari di lavoro e impegni familiari. Ventiquattro complessi progetti familiari con un’organizzazione strutturata, gestiti dai tre principali nuclei di Agire Sociale – Ferrara, Argenta e Portomaggiore – e promossi da un importante rapporto costruito con associazioni, enti del terzo settore e, appunto, un nutrito numero di volontari. Accanto al progetto familiare anche l’Aiuto Compiti che raggiunge più di 100 bambini e coinvolge oltre 50 volontari, sempre tramite i medesimi nuclei e canali.

L’impotenza davanti ad alcune complessità, in situazioni familiari fragili, influisce pesantemente anche sull’umore comportando lo sviluppo di forme di depressione: “Abbiamo visto famiglie cambiare, anche fisicamente – racconta la presidentessa di Agire Sociale, Laura Roncagli -. Sentirsi supportati, aiutati, fa sì che queste persone recuperino fiducia e vigore. Questo villaggio, questa comunità, migliora la qualità della vita”.

Ogni famiglia viene associata a un volontario specifico, compatibilmente con la disponibilità fornita, che costruisce un rapporto solido, andando spesso al di là delle richieste iniziali. “Alcuni volontari – spiega la Roncagli – hanno esaudito i desideri dei ‘loro’ bimbi portandoli alla Spal o al cinema per la prima volta. Non ci si ferma quasi mai al proprio compito prestabilito quando si consolida la relazione con la famiglia di beneficiari. Questo serve sia ai nuclei familiari che al volontario stesso, in un’ottica di impegno reciproco e soddisfacente per entrambi”.

Il progetto Volontariato Accogliente è in essere dal 2011, ma ha subito diverse modifiche adattandosi sempre più alla realtà in cui opera: “Il volontariato – conclude la Roncagli – è un’attività viva e capace di innovarsi. Il progetto continua a interrogarsi, studiare e migliorarsi”.

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