Gio 25 Apr 2019 - 2030 visite
Stampa

La Spal protetta sotto la sua trave Kurtic 

Serie A. Il centrocampista elogia il gruppo biancoazzurro, ma tiene alta la guardia: “Per la salvezza c’è ancora da lavorare"

di Andrea Mainardi

Se la Spal fosse una casa, Jasmin Kurtic sarebbe senza dubbio una delle sue travi portanti, sotto la quale rifugiarsi soprattutto durante i ‘terremoti’ che certo non sono mancati in questo campionato iniziato proprio con la sua ‘cannonata’ capace di sconfiggere il Bologna all’esordio.

Non è un caso infatti che il momento più complicato della stagione biancoazzurra iniziato a cavallo tra ottobre e novembre, sia coinciso con la sua assenza. La personalità e le indubbie doti tecniche dell’ex Atalanta infatti sono risultate subito indispensabili sin dal suo arrivo un anno e mezzo fa nello scacchiere di mister Semplici, che tutt’oggi lo ritiene inamovibile nell’undici titolare.

Cinque gol e tre assist è il suo bottino fino ad ora, in una stagione che gli ha anche regalato la gioia della paternità: “Ad ogni persona cambia la vita quando nasce un figlio – racconta Kurtic – è una cosa meravigliosa che mi dà ulteriore responsabilità. Ogni cosa che faccio è per lui e per la mia famiglia, a partire da quando scendo in campo. Sapevo che la società aveva grande fiducia nei miei confronti, ho detto subito di sì quando ero a Bergamo. I primi sei mesi sono serviti per ambientarmi ed ora sto veramente bene qui e sono molto contento”.

La Spal sta macinando punti su punti, mettendosi sempre più in evidenza nella geografia calcistica italiana: “Nessuno si aspettava di vincere cinque delle ultime sei partite, sapendo anche soffrire in gare difficili come quella di Frosinone. Abbiamo raggiunto un qualcosa di non ancora definitivo e dobbiamo lavorare per centrare la salvezza, infatti non abbiamo mai avuto ancora la sensazione di aver già fatto qualcosa”.

Nella testa di una squadra che si deve salvare e combattere “non deve mai entrare questo pensiero perché rischia di essere pericoloso. Ho vissuto situazioni simili, nelle quali pensavamo di essere già salvi ma si è poi rimesso tutto in gioco. Abbiamo sicuramente fatto un bel passo in avanti ma dobbiamo essere consapevoli che ci sono ancora ben quindici punti in palio”.

La salvezza non è ancora cosa fatta ma il gruppo e l’ambiente mostrano una coesione sempre più granitica:“Nello spogliatoio non parliamo molto di punti o classifica, ci lavoriamo e alla domenica sappiamo cosa dobbiamo fare. Se in campo siamo quelli che dobbiamo essere è dura essere, almeno un punto lo portiamo a casa. Ci sono state delle partite dove è normale che i tifosi chiedessero di più da noi. Noi abbiamo tanti attributi ed in queste ultime sei partite lo abbiamo dimostrato, la tifoseria è meravigliosa ed è sempre stata con noi nei momenti difficili. Quando sono arrivato il momento non era dei più facili e sono stato trattato come un giocatore importante ma, in una squadra che deve lottare per la salvezza, non mi sento tale. Sono come tutti gli altri e gli obiettivi li abbiamo raggiunti tutti assieme da squadra”.

Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi