Mar 16 Apr 2019 - 546 visite
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Il progetto alternativo per riqualificare l’ex Zuccherificio

La proposta dell'associazione ornitologi presentata lunedì in Castello Estense. Sostegno di Legambiente, Lega e Centrosinistra per Comacchio

di Martin Miraglia

“Per noi il progetto presentato da Sipro sulle vasche dell’ex zuccherificio di Comacchio non è congruo in termina di qualità ambientale ed economica di Comacchio e del Delta del Po”. Guidicano così, in modo molto tranchant, il progetto di riqualificazione delle vasche dell’ex Zuccherificio di Comacchio da parte di Sipro — proprietaria dell’area e che in 10 anni vorrebbe completare una garzaia “per poter insediare specie autoctone” — i rappresentanti territoriali di Legambiente (rappresentata dal presidente del circolo del Delta Marino Rizzati) e di Asoer che, insieme alle opposizioni in consiglio comunale a Comacchio hanno presentato lunedì mattina al Castello Estense la loro controproposta che, dicono, si potrebbe completare in un anno e a costo zero grazie all’uso dei bandi regionali destinati al ripristino degli ecosistemi.

“La nostra proposta è vantaggiosa in termini di protezione della biodiversità”, ha spiegato il presidente di Asoer Roberto Tinarelli secondo il quale “si tratta di 22 ettari delle vecchie vasche di decantazione dei fanghi degli zuccherifici che si sono poi prosciugati spontaneamente lasciando che i fanghi venissero utilizzati come elementi di campagna in un’area ora coltivata eccetto che per alcuni piccoli bacini di ristagno d’acqua che favoriscono gli anfibi”.

La proposta che formula Asoer è quindi quella di “mantenere gli argini esterni e rimodellare i fondali con il terreno disponibile per realizzare dei dossi, delle isole, per poi immettere acqua dai canali circostanti in modo da avere una zona umida con una bassa salinità dell’acqua. Si tratta di una zona umida che per l’Emilia-Romagna sarebbe un’esperienza singolare e unica in Italia. Perché puntiamo a questo tipo di ambiente? Perché si può realizzare facilmente, con l’unico costo teorico che sarebbe quello del pompaggio dell’acqua. Si tratta quindi di creare un ambiente caratterizzato da dossi che possono essere usati per la nidificazione di uccelli e nel resto dell’anno da numerose altre specie tra anfibi e specie vegetali tipiche delle acque dolci, al momento assenti perché Comacchio è caratterizzata da ambienti salati e salmastri”.

C’è poi l’opportunità del bando regionale “previsto per progetti che prevedono la realizzazione di opere per la fruizione dell’area. È un bando che scade il 14 giugno, prevede un finanziamento al 100% e il termine di lavori in un anno, non 10, con la possibilità quindi di avere i soldi per i lavori e anche quelli poi per la gestione attiva dell’area. I punti di forza, rispetto a un deposito di 250mila metri cubi di terreni, sono evidenti”.

Con loro scende in campo anche la politica, o almeno parte di essa. “Ci hanno etichettato come partito del ‘no’, in realtà noi diciamo no a tutto quello che non è in armonia con il nostro ambiente che ha un equilibro molto delicato. Non possiamo permettere che le industrie chimiche e petrolchimiche vengano a casa nostra a portare i loro fanghi. Queste persone ci dicono che i terreni che arriveranno sono identici a quelli esistenti. Questo non è vero perché l’area è dedicata alla coltivazione, quindi o non si poteva fare fin dall’inizio oppure ci sarà una trasformazione dei terreni da classe A a B portandoci inquinamento in un’area che invece può essere utilizzata”, è stato il commento della consigliera e deputata della Lega Maura Tomasi che poi nella comparazione dei progetti nota come “in quello di Sipro i terreni potranno essere usati solo a livello industriale e non si potrà fruire dell’area per 10 anni. Se questi terreni non sono pericolosi per l’uomo perché non dovrebbero esserlo per gli animali?”.

Sulla sua scia arriva anche il commento di Sandra Carli Ballola di ‘Centrosinistra per Comacchio’: “Siamo ancora una volta esterrefatti dalle azioni di quest’amministrazione. Il metodo è che non si comunica con la cittadinanza e questo stesso progetto — sul quale Arpa non esprime un parere — di mettere di fatto una discarica a Comacchio è stato scoperto per caso e non è passato per il consiglio comunale ma solamente in commissione per nostra richiesta. Non si capisce poi il senso dell’operazione: chi ci guadagna? I nostri no sono necessari per rispettare la città”.

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