Mar 16 Apr 2019 - 4700 visite
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Tragedia a Longastrino, indagini in corso su un probabile suicidio

Anziano si spara alla tempia con una pistola antica. La moglie non sapeva dell'arma. In casa hashish e marijuana, ma l'uomo era malato in fase terminale

Longastrino. Si sarebbe sparato alla tempia in camera da letto con una pistola. Il condizionale è d’obbligo, dato che i carabinieri stanno indagando a 360°, senza al momento escludere alcuna ipotesi, sull’episodio avvenuto nel pomeriggio di domenica a Longastrino, nel quale è rimasto ucciso un uomo di 78 anni.

Il pensionato si trovava in casa con la moglie e, stando al racconto di quest’ultima, si sarebbe recato in camera da letto con la scusa di voler riposare. Ha invece afferrato una pistola che possedeva e che teneva nascosta per puntarsela alla tempia e premere il grilletto. La moglie, dopo aver sentito lo sparo e verificato cosa era accaduto, ha chiamato la figlia che a sua volta ha avvertito i carabinieri e il 118.

Come detto, dovrebbe trattarsi quasi certamente di suicidio, anche se alcuni particolari all’apparenza sospetti hanno indotto gli inquirenti ad approfondire il caso, a partire dal fatto che la moglie abbia dichiarato di non sapere della pistola del marito. Si tratta di una pistola antica, sulla quale i militari stanno lavorando per verificarne la provenienza attraverso il numero di matricola. Si è scoperto poi che l’uomo aveva nascosto nel cassetto del comodino mezzo chilo di hashish, mentre nel sottoscala i carabinieri hanno trovato 20 chili di marijuana. Una quantità non indifferente di stupefacente, che potrebbe tuttavia trovare giustificazione nelle condizioni di salute dell’anziano, che risulterebbe essere stato malato in fase terminale, circostanza quest’ultima che avrebbe anche un nesso con il tragico gesto compiuto. In questo caso il possesso di stupefacente sarebbe quindi da collegare a un suo uso terapeutico.

Solo qualche dubbio, insomma, rispetto a quello che si sta sempre più configurando come il dramma di un uomo afflitto da una terribile malattia, alla quale ha deciso di arrendersi. Dubbi che potranno svanire del tutto solo dopo l’autopsia (il corpo dell’anziano è stato trasferito a Medicina Legale) e dopo la conclusione delle inevitabili indagini affidate ai carabinieri e dirette dal pm Barbara Cavallo.

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