Gio 11 Apr 2019 - 1733 visite
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Consigliera Pd rapinata. Il centrosinistra: “commenti raccapriccianti” dettati da qualcuno

Per Pd, Si, Ferrara Concreta e Gruppo misto le responsabilità vanno ricondotte al linguaggio inculcato dalla destra

Il caso di Elisabetta Soriani, la consigliera del Pd rimasta vittima di una rapina assieme all’anziana madre, diventa materia di campagna elettorale. In un comunicato congiunto i consiglieri di Partito Democratico, Sinistra Italiana, Ferrara Concreta e Gruppo Misto si dicono sgomenti per “la reazione di diversi cittadini e cittadine che giustificano o addirittura approvano l’accaduto in quanto la vittima è consigliere comunale e militante di una parte politica, e per questo sarebbe responsabile dei comportamenti delinquenziali del nostro Paese e in qualche modo meritevole di una punizione”.

I consiglieri non citano i commenti in oggetto, ma sostengono che qualcuno li abbia spinti a fare questo passaggio ‘logico’: “molte persone sono state convinte evidentemente che è giusto che chi la pensa in un certo modo subisca qualcosa di grave. Crediamo sia una tesi orribile, oltre che palesemente assurda e infondata: eppure qualcuno deve averla seminata, perchè ora questa eruzione di commenti ci mostra un lato della nostra società che certamente è presente e via via, apparentemente, mette radici e avanza”.
“La solidarietà è un sentimento che sarebbe dovuto spontaneamente a chi subisce un danno, una violenza, un’ingiustizia, un lutto – sostengono Pd, Si, Fc e gruppo misto -. Da numerosi commenti – ciò che si è letto sui social è infatti raccapricciante – si desume invece che viviamo in una società per cui la solidarietà è subordinata all’appartenenza politica. Questo è doloroso e inaccettabile per chiunque abbia a cuore un futuro in cui al di là dell’appartenenza politica ci si riconosce in alcuni valori comuni che sono imprescindibili”.

I consiglieri del centrosinistra sostengono che “l’utilizzo smodato di alcuni linguaggi eccessivi, l’esasperazione continua della contrapposizione tra “noi” e “altri” sulla base di razza, religione, opinione politica, addirittura ricchezza o reddito, la creazione di fratture profonde nella società allo scopo di calamitare consenso elettorale, l’abuso del “pidiota”, del “cattocomunista”, del “buonista”, oggi presentano il loro lato peggiore: molte persone non riconoscono in una vittima una semplice vittima di violenza, ma una vittima “diversa”, che non merita solidarietà. Elisabetta, una brava persona e professionista, è dunque una “pidiota”, una “buonista” ed è giusto che soffra”.

Da qui il passaggio da queste considerazioni alle responsabilità del centrodestra locale: “Questo è un germoglio estremamente pericoloso, e spiace dirlo, qualcuno l’ha coltivato. Il conto del “cattivismo” rischia di essere molto molto salato. Non sarebbe il caso di fermarsi un secondo? Chi riuscirebbe a governare una società in cui mancano anche le basi più profonde e che dovrebbero essere al giorno d’oggi ormai solide, di semplice solidarietà e vicinanza a chi ha subito un atto violento? Sarebbe il caso certo, ma non accadrà”.

Dal centrodestra locale il centrosinistra passa a Salvini: “E d’altronde il Ministro dell’Interno è il primo a distribuire solidarietà in base alla provenienza o al colore della pelle, e a indignarsi solo per i crimini commessi da alcuni e a glissare su quelli commessi da altri. Valga da esempio il brutale commento di un paio d’anni fa del ministro su Ilaria Cucchi, un “Ilaria Cucchi mi fa schifo” che oggi cozza contro la dolorosa realtà dell’Arma dei Carabinieri che si costituisce parte civile contro coloro che l’arma l’hanno disonorata, infliggendo sofferenza e morte a Stefano Cucchi”.

In realtà Salvini non disse che gli “faceva schifo” Ilaria Cucchi, bensì un post da lei pubblicato, relativo alla vita privata di uno dei carabinieri coinvolti nell’omicidio del fratello.
“La domanda alla Lega è dovuta – concludono -: sono questi i cittadini, le comunità che intendono costruire e governare?”.

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