Mer 10 Apr 2019 - 947 visite
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Al via il corso di formazione specifica in medicina generale

Vagnini: “Già nel 2020 Ferrara potrà contare sul primo gruppo di medici formati qui, nel nostro territorio”

Si è svolta lunedì 8 aprile, al Polo didattico di Cona, la lezione inaugurale del primo anno di corso di formazione specifica in Medicina Generale, corso obbligatorio per esercitare l’attività di medico di “famiglia” nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Per il nuovo anno di formazione la Regione Emilia Romagna ha previsto l’aumento dei posti disponibili da 100 a 176, in considerazione della carenza di medici di famiglia. Alla sede di Ferrara, gestita dall’Azienda Usl, sono stati assegnati 30 laureati, che sommati ai 17 del secondo anno rappresentano il folto gruppo dei corsisti ferraresi e futuri Mmg. L’Ausl s’impegna così a garantire il ricambio generazionale dei medici del territorio attraverso un’indispensabile formazione coerente con l’evoluzione dei problemi di salute dei cittadini.

Tutti i tirocini della formazione specialistica si svolgeranno nelle Case della Salute della Provincia, presso gli ambulatori dei medici di famiglia “tutor” e nei reparti ospedalieri delle due aziende Sanitarie ferraresi; mentre i seminari teorici saranno svolti da medici di medicina generale e specialisti, con il coinvolgimento dei professori dell’Università di Ferrara.

Nel corso della lezione di avvio del corso Claudio Vagnini, direttore generale dell’Azienda Usl, ha sottolineato come il recente accordo con la Medicina generale sia indirizzato alla tutela della salute del territorio e come i futuri medici avranno ruolo determinante nel dare voce ai bisogni delle persone fragili. Molti giovani presenti hanno ricordato come la scelta di diventare medico di famiglia sia maturata durante il tirocinio post laurea dove hanno conosciuto e collaborato con i futuri colleghi.  Già nel 2020, afferma Vagnini, Ferrara potrà contare su un il primo gruppo di medici di medicina generale formati nel nostro  territorio, a cui ne seguiranno altri  più numerosi per gli anni successivi. Dei nuovi trenta corsisti iscritti al primo anno, diversi appartengono al territorio provinciale e già manifestano conoscenze approfondite del sistema sanitario e del loro ruolo futuro.

La medicina generale è una specialità caratterizzata da grande complessità, nel nuovo contesto socio sanitario il ruolo del medico di medicina generale sarà ulteriormente potenziato e valorizzato; sempre più medici opereranno in forme organizzate e in collaborazione con le altre professioni sanitarie e sociali all’interno di reti, di strutture comuni e processi di cura, di integrazione con gli altri operatori socio-sanitari per garantire coordinamento tra i servizi.

Proprio per la posizione che ricopre, il medico di medicina generale deve essere in grado di contribuire a sviluppare integrazione, alleanze e sinergie sia con l’assistito sia con gli altri professionisti coinvolti nel percorso di cura e con la rete d’integrazione socio assistenziale. È un esperto nell’individuazione dei bisogni di salute rispetto alle domande espresse ed inespresse, è figura di snodo nel rapporto fra cittadino e sistema socio sanitario facilitando gli accessi ai servizi.

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