Mer 27 Mar 2019 - 1471 visite
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La Città che vogliamo propone Firrincieli. E Il Battito si spacca

Rete CambiaVento: “Proposta vergognosa”. Anche Rifondazione comunista contraria

Ennesimo inciampo nel percorso di costituzione di una unica lista civica. Dopo l’annuncio, in realtà poco sorprendente, dell’abbandono di Addizione civica, i gruppi Città che Vogliamo e Il battito della città rischiano di non trovare il definitivo punto di convergenza. Probabilmente il punto principale, visto che si tratta del candidato da proporre in modo unitario.

Dopo le ipotesi Alberto Ronchi (per “La Città”) e Marcella Ravaglia (per “Il Battito”) un nuovo nome rischia di far perdere dei pezzi alla possibile coalizione indipendente. Anzi, alcuni pezzi se ne sono già andati. E altri, con molta probabilità, li seguiranno.

Veniamo al punto. Giovedì scorso, nel corso di un incontro tra i due gruppi, alcune voci de “La Città che vogliamo” (tra cui Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente per Si, e Irene Bregola, ex Rifondazione) hanno avanzato la proposta di Andrea Firrincieli, il tenente colonnello dei carabinieri già sceso in campo con la propria lista “InnovaFe”.

La proposta è stata rilanciata anche da alcuni componenti del ‘Battito’, mandando su tutte le furie parte dei presenti. I primi ad alzarsi metaforicamente dalla sedie sono stati i rappresentanti della Rete CambiaVento, che il giorno successivo hanno diramato anche un comunicato stampa per evitare, se ci fosse bisogno, equivoci. “Questa vergognosa proposta che viene anche dalla Città che Vogliamo – si legge – è la dimostrazione di come alcuni percorsi civici di Ferrara siano in mano a persone che hanno una visione scomposta della politica locale, in ottica da un lato di fare uno sgarro al Pd, dall’altro esserne funzionali anziché dare un contributo e una guida lungimirante alla nostra città”.

Per la Rete “evidentemente ci sono interessi che mai sono emersi. Dispiace perché il programma/manifesto elettorale che è stato abilmente elaborato era ed è veramente positivo, ma la gestione dei rapporti sia interni che esterni è stata quantomeno discutibile. Battito della città e Città che Vogliamo non rappresentano un’esplicita visione dal basso, ma esclusivamente un rapporto tra interlocutori mossi da non ben precisati obbiettivi poco in linea con il bene comune”.
Ma quella di CambiaVento non è stata, dicevamo, l’unica voce discorde. Ad esprimere un secco no alla proposta sono stati anche Stefania Soriani, segretaria di Rifondazione, Kiwan Kiwan, ex segretario del Pci, e Marzia Marchi, ambientalista già al timone di Legambiente.

Soriani ha ribadito le proprie perplessità anche in occasione della riunione di Rifondazione comunista di lunedì sera. E il partito si è espresso in gran parte contro l’ipotesi Firrincieli. Un rappresentante delle forze dell’ordine, questo il pensiero dei più uscito dall’incontro, non è idoneo a rappresentare il percorso condiviso in questi mesi e non fa altro che rincorrere la Lega sul tema sicurezza. A questo si aggiunge il fatto che il nome avanzato non è ritenuto in discontinuità con la politica del Pd, come richiesto invece espressamente in sede di stesura del programma.

E mentre Rifondazione confida in un passo indietro in favore di Marcella Ravaglia, Firrincieli ha incontrato in questi giorni Roberta Fusari. L’attuale assessore, in corsa con la sua lista “Azione civica”, aveva chiesto un incontro nell’ottica di unire le forze contro i due grandi contendenti (Alan Fabbri e Aldo Modonesi) ma il faccia a faccia, da quanto appreso da Estense.com, non ha ottenuto esito favorevole.

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