Ven 15 Mar 2019 - 69 visite
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L’associazione Musicisti presenta le “Storie di Standard”

Il libro è il primo dei “Quaderni della Scuola di Musica Contemporanea” di Ferrara, e inaugura una serie di pubblicazioni pensate come strumenti di divulgazione musicale

Domenica 17 marzo alle ore 10,30 nell’aula magna Stefano Tassinari della Scuola di Musica Moderna di Ferrara in via Darsena 57 verrà presentato il primo libro edito da Associazione Musicisti di Ferrara dal titolo Storie di Standard.

Il pubblico verrà accolto con una tazza di caffè, un pasticcino e un po’ di musica suonata da Organic 3 (Roberto Formignani chitarra, Roberto Poltronieri batteria e massimo Mantovani tastiere), per poi passare alla presentazione del libro da parte degli autori; l’ingresso sarà libero.

L’incontro fa parte di un mini ciclo di presentazioni letterario musicali organizzato da Amf dal titolo Nero su Bianco.

Storie di standard, di Massimo Mantovani e Giorgio Rimondi, è il primo dei “Quaderni della Scuola di Musica Contemporanea” di Ferrara, e inaugura una serie di pubblicazioni pensate come strumenti di divulgazione musicale.

Il libro parte dalla consapevolezza che in ambito jazzistico si sono prodotte molte opere originali, ma alcuni dei maggiori successi derivano dalla rielaborazione di composizioni precedenti, spesso tratte dal mondo della musica leggera. Si tratta per lo più di canzoni, scritte da jazzisti come Duke Ellington o Thelonious Monk ma più spesso opera di compositori appartenenti al mondo del musical e del teatro di Broadway, come George Gershwin, Jerome Kern e Hoagy Carmichael.

Una volta rielaborate queste composizioni prendono il nome di “standard”, e iniziano una seconda vita. Trattandosi di canzoni non va dimenticato che a decretare il loro successo concorrono anche le voci degli (e delle) interpreti: quelle di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Tony Bennet e tante altre ancora.

Gli autori ne hanno scelte alcune (fra le quali Stardust, Autumn Leaves e Sophisticated Lady), ne hanno raccontato l’origine e gli sviluppi, quindi hanno preso in considerazione le esecuzioni più importanti, sia vocali che strumentali, e infine ne hanno esaminato le caratteristiche musicali.

In questo modo hanno costruito una sorta di mappa, stilistica e tematica, che definisce un territorio musicale ormai universalmente apprezzato, quello del jazz moderno.

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