Mer 13 Mar 2019 - 1711 visite
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Dall’effetto Renzi alla vittoria gialloverde, come cambia il voto dei ferraresi

Analisi sui trend elettorali in vista delle Comunali e delle Europee. Con l’incognita affluenza

di Alberto Canevazzi

I professori del corso di Laurea Magistrale in Mass Media e Politica dell’Università di Bologna, Marco Valbruzzi (Istituto Cattaneo) e Lorenzo Pregliaso (YouTrend), hanno consigliato agli studenti di esercitarsi con l’analisi dei dati. Questa è l’analisi dello scenario del comune di Ferrara.

Il prossimo 26 maggio Ferrara sarà chiamata ad esprimersi su due consultazioni importanti: le elezioni Comunali, che stabiliranno il successore di Tiziano Tagliani, e le elezioni Europee, che creeranno una nuova geografia politica al parlamento di Bruxelles. Pur essendo elezioni differenti, è altamente probabile che l’andamento dell’una influenzi quello dell’altra, come già avvenuto nel passato. Al momento, soltanto alcuni partiti hanno sciolto le riserve e rivelato il candidato sindaco, ma con ogni probabilità tutti staranno osservando lo scenario di partenza in vista della campagna elettorale. Proviamo a capire qualcosa di più.

Le elezioni passate

Aggregando i risultati ottenuti dai partiti principali [Grafico 1] possiamo osservare alcune tendenze:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in primo luogo, “l’effetto Renzi” delle consultazioni Comunali ed Europee del 2014: Matteo Renzi era all’epoca segretario del Partito Democratico da un anno, si era insediato al governo da pochi mesi ed era al centro dell’agenda politica. Così, nel 2014, il Pd ottenne alle Europee l’ottimo risultato del 41%, superato abbondantemente nel contesto locale di Ferrara, dove da solo conquistò la maggioranza assoluta del 52,8%. È dunque probabile che l’altrettanto eccellente risultato del centrosinistra alle Comunali (55,56%) fosse strettamente legato a quello delle elezioni Europee, che cinque anni fa come oggi si tenevano nello stesso giorno.

Pur osservando un drastico calo, il centrosinistra ha comunque mantenuto nel comune Estense una percentuale di voti ragguardevole alle scorse elezioni Politiche: il 32,36%, molto al di sopra della media nazionale, e il Pd – con il 25% dei consensi, corrispondenti a 19 mila preferenze – è rimasto il partito più votato del capoluogo.

Il dato delle Regionali, per il centrosinistra ma anche per tutti gli altri partiti, è invece una storia a parte: protagonista di quelle elezioni fu infatti la grande astensione [Grafico 2], in parte causata dalla percezione di lontananza che da sempre i cittadini hanno nei confronti dei governi regionali. Ciononostante, è lampante il calo di consensi per il centrosinistra, in un momento in cui la leadership nazionale di Renzi cominciava ad essere messa in discussione anche internamente al Partito Democratico.

 

 

 

 

 

Un altro dato da sottolineare è la crescita costante della Lega – Lega Nord alle consultazioni 2014 -: alle Comunali il Carroccio fu solamente il terzo partito del centrodestra, dietro Forza Italia e Fratelli d’Italia, con poco più di duemila voti in termini assoluti. Il dato della Lega Nord alle Europee dello stesso anno – 3500 voti circa, secondo partito del centrodestra dopo Forza Italia – è comparabile con quello delle Amministrative, ma l’aumento di voti sembra evidenziare la presenza latente di un sentimento critico verso l’istituzione europea, oltre che una vicinanza degli elettori a Matteo Salvini, direttamente impegnato in quelle consultazioni. Per il centrodestra, poi, il dato delle Regionali di fine 2014 è indubbiamente influenzato dalla provenienza dell’allora candidato: Alan Fabbri, ex sindaco di Bondeno. Tuttavia, fu in quell’occasione che la Lega divenne il primo partito dell’area di centrodestra a Ferrara, titolo che confermò e migliorò alle Politiche 2018, quando si fermò a soli mille voti di distanza dal Pd e contribuì in maniera determinante a far diventare il centrodestra la prima coalizione del Comune.

Infine, il Movimento 5 Stelle ha confermato in tutte le consultazioni i suoi limiti strutturali: è stato sempre al di sotto della media nazionale, come avviene nella maggior parte del Nord Italia. In più, alle Politiche del 2018 i pentastellati si sono fermati al 22,93%, ovvero a quasi dieci punti percentuali di distanza dalla media nazionale, ottenendo comunque il risultato migliore di sempre in termini di voti assoluti: circa 18 mila.

Le considerazioni fatte in precedenza non cambiano se compariamo invece le ultime tre elezioni comunali, quelle del 2004, del 2009 e del 2014 [Grafico 3]. Le consultazioni precedenti il 2014, considerando l’assenza del M5s sia a livello nazionale che locale, e tenendo conto dei diversi partiti e delle diverse leadership in campo, furono caratterizzate da dinamiche del voto appartenenti ad un’altra fase politica (cosiddetta quasi-bipolarista) e difficilmente comparabili con quelle attuali. Se un tratto in comune alle tre elezioni può essere trovato, è sicuramente quello della permanenza del cosiddetto “voto di appartenenza”, che fino ad ora ha reso gli elettori abbastanza stabili nelle loro preferenze.

 

Il Referendum Costituzionale

Quella del Referendum Costituzionale 2016 è l’unica consultazione popolare in grado di fornirci qualche dato sulle opinioni dei ferraresi tra le elezioni del 2014 e quella del 2018. Il Grafico 4 infatti ci mostra la sostanziale parità fra i Sì e i No – con una leggera prevalenza dei No –, la quale si colloca perfettamente all’interno della dinamica di lungo periodo di crescita del centrodestra a trazione leghista e decrescita del centrosinistra a guida Pd. In più, se è vero che il dato referendario potrebbe essere letto come una “resistenza” del centrosinistra ferrarese, è altresì vero che in quell’occasione Ferrara mostrò la tendenza opposta rispetto al dato regionale, in cui a prevalere furono i Sì.

 

 

 

 

 

 

Affluenza alle urne

Concludiamo l’analisi mostrando i dati sull’affluenza alle elezioni Comunali ed Europee [Grafico 5]. Come era prevedibile, gli elettori si recano sempre meno alle urne, secondo una dinamica di disaffezione nei confronti del momento elettorale che sta colpendo tutto il Mondo Occidentale da più di due decadi. In questo frangente, l’Italia – e così Ferrara – si è sempre distinta dagli altri Paesi mostrando percentuali di affluenza più elevate rispetto alla media, che però tendono comunque alla decrescita. L’inversione di tendenza già a partire dalle Comunali ed Europee del prossimo 26 maggio non è comunque escludibile a priori, considerata l’entrata in scena di nuove questioni politiche nel dibattito pubblico, il rafforzamento di Matteo Salvini come leader della lega, e la più recente elezione di Nicola Zingaretti a segretario del Pd.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte di tutti i dati: Eligendo, il portale messo a disposizione dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territori

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