Ven 1 Mar 2019 - 1948 visite
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Italia in Comune si candida a ‘terzo polo’. Bova: “Servono ponti di dialogo”

Il coordinatore del progetto politico di Pizzarotti invita i cittadini a partecipare al progetto e le forze politiche a un maggior dialogo

“Occorre costituire ponti solidi di dialogo con chiunque, nella consapevolezza che soltanto con il dialogo sarà possibile elaborare proposte adeguate alla soluzione dei problemi della nostra città”: è questo l’imperativo di Alberto Bova, coordinatore ferrarese di Italia In Comune, il progetto politico del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che si candida a fare da ‘terzo polo’ – e quindi a potenziale ago della bilancia – alle prossime elezioni comunali. E nel farlo invita gli altri partiti al dialogo reciproco e i cittadini a contribuire al progetto con idee e proposte.

Secondo Bova infatti “serve costruire un ponte di buonsenso con il quale agganciarsi alle ragioni della politica buona, soprattutto in questo momento nel quale i politicanti cambiano continuamente obiettivi scegliendo quelli di più facile consenso. Le città però hanno bisogno di essere governate bene, con continuità e oculatezza, e non da improbabili prestigiatori della politica. I problemi non si risolvono a suon di Salvini, Di Maio o Zingaretti: quelli poi hanno altri interessi. I problemi delle città non si risolvono in un contesto politico nazionale nel quale la personalizzazione del consenso viene bruciata nel giro di pochi mesi, passando dal 40% all’eclissi totale. Occorre avere punti fermi riconoscibili dai cittadini e giudicabili per i risultati ottenuti nell’interesse della comunità locale”.

Per questo secondo Bova la scelta del governo della città “non deve essere trainata dalle tendenze nazionali. Le scelte vanno viste in una prospettiva di competenze di chi si propone come amministratore secondo una visione chiara e trasparente dei suoi problemi, e delle soluzioni possibili, condivise con i cittadini. La contesa politica deve avere al centro gli specifici problemi della città svincolandosi dalle barriere delle posizioni precostituite. La nostra città sta vivendo un confronto troppo aspro, fatto spesso di cattiverie e colpi bassi, Ferrara deve ritrovare quel senso di comunità che è necessaria per affrontare le sfide di domani: un domani che è incerto, probabilmente duro, con sempre minori risorse degli amministratori”.

Bova sottolinea l’importanza del dialogo con l’elettorato, che non può essere “trattato come un pubblico da talk show, con colpi di teatro che si esauriscono in un giorno e non portano alcuna utilità. La trovo una mancanza di rispetto delle persone, una mancanza di cultura e spesso anche di umanità. Siamo una grande comunità con migliaia di problemi collettivi e individuali che hanno bisogno di risposte specifiche e che possono essere date soltanto con la collaborazione di tutti. Devono vincere i più bravi, non i più furbi, i più tattici o i più seducenti. Devono finire gli show per lasciare posto al confronto delle idee, che non sono quasi mai immediate e facili. Il “ponte” che voglio lanciare è in funzione di una conciliazione degli interessi dei cittadini nel rispetto delle loro differenze: il dialogo deve tornare ad essere civile, non urlato. Faccio appello a chi vuole ristabilire una politica civile, a chi è stanco di proclami e di bugie dei novelli amici di pinocchio”.

Per questo il coordinatore di Italia In Comune si rivolge soprattutto agli elettori più lontani dalla politica, e quindi “a chi non vota più per disillusione e stanchezza, a chi non vota più per della politica, che però rischia di rafforzare chi ha distrutto la buona politica. Ai Politicanti di professione non importa dei problemi della nostra città. A loro interessa solo la somma dei voti, comunque ottenuta. Ma la città è di tutti. La comunità può e deve essere coesa anche con se con visioni diverse nella ricerca delle soluzioni ai problemi di tutti, ben sapendo che occorre privilegiare non soltanto la soluzione più economica ma anche quella più giusta. Si deve avere la forza di rompere gli schemi di divisioni, di parzialità, di paura. Occorre riprendere in mano gli strumenti del buon senso e le regole della buona amministrazione, per chiederne conto a chi sarà chiamato ad amministrare la città. I prossimi anni saranno difficili per il nostro Paese e con una città divisa rischiamo di essere spinti ai margini delle grandi scelte di sviluppo delle aree del paese. Noi vogliamo dare un contributo serio per impedire questa deriva, con una buona proposta di amministrazione, e con la garanzia di competenza e di rispetto di tutti i cittadini”.

Da qui l’invito di Bova a migliorare il dialogo cittadino: “Credo di dover sollecitare tutti i cittadini a farsi avanti, a proporre le loro soluzioni ai grandi e piccoli problemi della nostra comunità, nella consapevolezza che solo la nostra unità potrà consentirci una nuova opportunità di affermarci anche individualmente in una comunità più serena, e se possibile più felice”.

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