Ven 1 Mar 2019 - 220 visite
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Moria pesci a Copparo, Bertani-Sensoli (M5s): “Arpae effettui controlli più approfonditi”

I consiglieri invitano la giunta a verificare se nel canale Naviglio ci siano stati sversamenti volontari o involontari di sostanze inquinanti nelle acque

Effettuare con Arpae controlli più approfonditi per identificare le cause della moria di pesci nel canale naviglio a Copparo. Lo chiedono Andrea Bertani e Raffaella Sensoli del Movimento 5 stelle, che hanno portato il caso in Regione, invitando la giunta a verificare se ci siano stati sversamenti volontari o involontari di sostanze inquinanti nelle acque.

Il caso risale allo scorso novembre, quando i quotidiani locali hanno riportato la notizia della morte di diversi pesci e della presenza di schiuma sulla superficie del canale. A seguito di queste segnalazioni i tecnici di Arpae hanno effettuato sopralluoghi “osservativi”, senza prelevare campioni di acqua o pesci.

“Dalla relazione di Arpae – spiegano i consiglieri pentastellati – appare chiaro come siano gli stessi tecnici dell’Agenzia a non poter escludere con certezza che il problema sia derivato da cause antropiche quali ‘il dilavamento di terreni coltivati con trasporto di prodotti ad uso agricolo, la presenza di scarichi industriali, domestici e fognari’ che possano avere provocato un inquinamento”. Secondo i consiglieri M5s, un esame delle acque e soprattutto di campioni di pesce avrebbe potuto fornire informazioni utili sulle cause del problema segnalato, confermando o escludendo la presenza di sostanze inquinanti, la loro quantità e la loro tipologia. “Se la presenza di scarichi industriali, domestici e fognari potrebbe avere alterato la concentrazione della sostanza organica nelle acque del canale Naviglio – rimarcano i pentastellati – non si capisce perché dagli stessi scarichi non potrebbe essersi verificato uno sversamento di inquinanti volontario o involontario”.

Per questo Bertani e Sensoli chiedono alla giunta se non ritenga opportuno che i tecnici di Arpae, durante i sopralluoghi volti a verificare problematiche ambientali come questa, “debbano prelevare anche campioni di acqua e/o di pesce invece di affidarsi solamente a un esame visivo e alla loro esperienza”. Chiedono inoltre se analisi più approfondite possano “aiutare a identificare il colpevole (spesso sono scarichi industriali) che potrebbe avere provocato la moria di pesci attraverso uno sversamento volontario o anche involontario di qualche inquinante nelle acque”, quali siano le procedure che i tecnici di Arpae sono tenuti a seguire durante un sopralluogo e in quali casi sia previsto il prelievo e l’analisi di campioni.

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