Gio 14 Feb 2019 - 879 visite
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Colle spedite da Zerbinate in tutto il mondo

Visita allo stabilimento per prodotti per l’edilizia “General Koll”

Zerbinate. Colle e adesivi a base cementizia prodotti a Zerbinate, alle porte di Bondeno, e poi spediti in tutto il mondo. Il segreto del successo? Formule create nel laboratorio “General Koll” e una produzione artigianale che tiene il passo di grandi competitor mondiali. Incredibile? Sembra proprio di no, nel vedere buste e confezioni di prodotti pronti a prendere il volo verso la Libia, la Russia, il Medio Oriente.

Ci sono segmenti di mercato persino in Australia, India e Indonesia per lo stabilimento modenese, che decise nel 2003 di aprire una succursale anche a Bondeno.

Il tutto nato da un’intuizione dell’attuale legale rappresentante, Giancarlo Cattini, di sfidare i grandi competitor con un’offerta che spazia dalle “fughe” che si trovano fra le piastrelle (e che i profani banalizzano come “stucchi”), lucidanti; inoltre, mole a base diamantifera industriale per la lucidatura dei materiali, prodotti per marmi, granito, liquidi protettivi e impermeabilizzatori (anche per piani cottura). Esiste un mondo industriale tutto da scoprire, a Zerbinate.

Il sindaco Fabio Bergamini, con il vice Simone Saletti, si sono recati all’interno dell’azienda, per presentare il progetto dedicato alla formazione professionale, ma anche per ascoltare le esigenze dell’ennesima impresa visitata durante il loro ciclo di incontri.

«Abbiamo parlato della nostra intenzione di proseguire nella chiusura dei varchi di accesso al territorio, per mezzo delle telecamere collegate al Targa System – spiega il sindaco – ed anche delle nostre politiche di sostegno all’impresa».

Nello specifico, le difficoltà maggiori sono di natura normativa: pittogrammi e norme per il commercio di prodotti chimici in diversi paesi, che necessitano di un packaging e di indicazioni specifiche e dettagliatissime. Eppure, l’impasse normativo non frena lo slancio di questo segmento di mercato, che rifornisce anche produttori locali, ma cattura soprattutto mercati intraprendenti, come quelli esteri.

Il gruppo sta meditando di allargare i propri orizzonti e in prospettiva non si esclude qualche nuova assunzione. I requisiti richiesti? Molto semplici: «Tendiamo a responsabilizzare i nostri dipendenti – dice la dottoressa Silvia Cirillo, che è responsabile dell’impianto e tecnico di laboratorio –. Basta essere carrellisti in grado di portare un muletto, ed armarsi di buona volontà e voglia di destreggiarsi con il lavoro».

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