Gio 14 Feb 2019 - 309 visite
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“Galegoal”: l’Arginone ha una sua squadra di calcio

Iniziano gli allenamenti in carcere. Colombarini: "Spal sempre disponibile ad aiutare persone in difficoltà"

di Matteo Malacarne 

Il calcio come modello rieducativo che trasmette prima i valori da condividere nella squadra e poi nella società. Questo è l’obiettivo del progetto “Galegoal Team Arginone” presentato in municipio alla presenza degli organizzatori e delle autorità.

“Quest’esperienza – spiega l’assessore allo Sport Simone Merli – nasce grazie al contatto con il direttore del carcere di Ferrara Paolo Malato e la responsabile area giuridica pedagogica Loredana Onofri, per offrire non un evento sporadico bensì qualcosa che si ripete nel tempo”.

Saranno infatti due gli allenamenti alla settimana che si svolgeranno in carcere fino a fine giugno.

“La messa in pratica di quest’idea è possibile solo se la città mette a disposizione le proprie esperienze, trovate in questo caso nell’Usd Acli San Luca San Giorgio – riferisce Merli -. Questa società ha rappresentato il profilo ideale perché da sempre disponibile ad accogliere le persone, soprattutto bambini, in difficoltà”.

“Il pensiero è andato subito al calcio e alla creazione di una squadra, in pianta stabile, interna al carcere – commenta la comandante dell’istituto penitenziario Annalisa Gadaleta -; questo perché è lo sport che appassiona tutti anche all’interno del penitenziario. Tutti i carcerati che partecipano agli allenamenti (al momento 31 ma il numero è destinato a crescere) si dicono soddisfatti delle esercitazioni rigorose ed entusiasti del progetto”.

Ringraziamento speciale al patron della Spal Francesco Colombarini che “ha donato materiale sportivo per gli allenamenti e si è sempre dimostrato particolarmente disponibile nell’accettare iniziative che vedevano collaborare il carcere e il mondo Spal” conclude Gadaleta. Presente in conferenza lo stesso Colombarini che commenta come “queste iniziative hanno un’importanza notevole. Se il calcio, come in questo caso, assume un ruolo di aiuto a persone in difficoltà la società Spal sarà sempre disponibile ad appoggiare idee del genere“.

All’unisono interviene Loredana Onofri: “L’attività sportivo-ricreativa è considerata parte integrante del trattamento di rieducazione del carcerato, si è sempre svolta ma in maniera non continuativa come in questa occasione. L’obiettivo è far capire come il rispetto delle regole sia fondamentale sia nel calcio che nella vita”.

In conclusione sono intervenuti il presidente Usd Acli S. Luca S. Giorgio Alfredo Corallini, l’allenatore della squadra di calcio del carcere Traore Aboubacar e il suo collaboratore Jacopo Govoni. La società, attenta ai problemi di carattere sociale, si impegna da tanti anni nel territorio on tanto a costruire campioni nei due sport che segue, ossia calcio e pallavolo, piuttosto a realizzare legami intensi fra i partecipanti all’attività sportiva.

“Progetto accolto molto volentieri – esordisce Alfredo Corallini – dopo il primo allenamento tutte le parti erano entusiaste, siamo contenti di utilizzare la nostra società come servizio alla popolazione. Massima disponibilità per iniziative del genere anche in futuro”.

Si accodano al loro presidente anche i due allenatori che sono i veri protagonisti, insieme ai carcerati, di questo progetto. “I ragazzi devono imparare la disciplina – commenta Traore Aboubacar – ma sono già a buon punto, sono felici del progetto e molto diligenti nell’ascoltare i miei consigli e le mie direttive. In collaborazione con Jacopo Govoni svolgiamo allenamenti come se fossero una squadra ufficiale, con sedute pratiche e teoriche.” Jacopo Govoni conclude dicendo che “i ragazzi presentano grandissimo interesse e impegno, da parte nostra dobbiamo mettere la stressa dedizione”.

Il carcere, oltre al campo, ha messo a disposizione una stanza per sedute di tattica, qualora non si potesse svolgere attività all’aperto per maltempo. Tutte le parti sembrano remare dalla stessa parte, obiettivo comune il prossimo anno cercare di ripetere l’esperienza e ampliarla partecipando ad un campionato vero giocando le partite all’interno del carcere.

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